I giardini di marzo

La canzone sospesa di mia moglie risale al 1972, è una delle più emozionanti del panorama musicale italiano, composta da Mogol e cantata da Lucio Battisti. La melodia struggente e malinconica del brano si sposa perfettamente col testo, immerso nella nostalgia del passato.

Che anno è, che giorno è

Era il 1958, martedì 11 marzo, quando Maria con sua madre Ernesta percorse a piedi la strada dal Villaggio Marzoli all’Ospedale di Palazzolo. Le acque si erano rotte, le doglie furono veloci e nacque il terzo figlio, una femmina. Il cielo bianco quel giorno si aprì per deporre un mantello bianco sul mondo di Marina; all’anagrafe al nome scelto dalla madre il padre Vincenzo aggiunse Bianca, come la neve.

I giardini di marzo si vestono di nuovi colori                                                                                       e le giovani donne in quel mese vivono nuovi amori

Era il 1977, 11 marzo. Marina festeggiava al bar il suo diciannovesimo compleanno. Vito un amico figlio del datore di lavoro di Marina mi portò a quella festa e così ci incontrammo per la prima volta. Mi colpirono i suoi occhi.

Cieli immensi

Il giorno seguente eravamo seduti su un muretto del lungolago d’Iseo presso Predore; un amico ci fece mettere in posa per scattare una foto. Quando lei appoggiò la sua mano sulla mia spalla; partì la freccia di Cupido.

e immenso amore e poi ancora amore amor per te

un’ora dopo sulla strada di casa le dissi che l’avrei sposata. Ci sposammo nell’ottobre dell’anno seguente.

Che anno è, che giorno è

Era il 1980, marzo, non ricordo il giorno; lavoravo alla fonderia artistica del mio paese, lei a mezzogiorno mi aspettò sulla porta col sorriso sulle labbra : – Aspetto un bambino -. Il 31 ottobre nacque il nostro primo figlio: Alessandro.

Che anno è, che giorno è

Era il 1984, marzo, non ricordo i giorno; lavoravo alla forneria della mia famiglia con mio fratello Paolo; lei a mezzogiorno mi aspettò sulla porta col sorriso sulle labbra:           -­ Aspetto un bambino – . Il 2 novembre nacque il nostro secondo figlio Matteo.

Che anno è, che giorno è

Era il 2003, il 12 marzo, Marina era nella cella di isolamento del reparto Ematolgia dell’Ospedale di Bergamo: Leucemia promielocitica acuta. Il primario mi disse: – Sua moglie è arrivata qui in estremis; c’è un nuovo protocollo di cure, se supera queste due settimane ci sono buone probabilità di salvarla. Non facciamoci troppe illusioni ma abbiamo fede – . Lei ne ha avuta tanta; nel suo sguardo sofferente leggevo queste parole:

Se mi aiuti son certa che io ne verrò fuori

Son passati sedici anni da quei tristi giorni, il ricordo di quei momenti è sempre presente anche se si evita di parlarne perché la vita deve andare avanti, ogni giorno insieme. Insieme.

Questo è il tempo di vivere con te

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