Chi ha detto che i topi non mangiano il formaggio?

Questo è il mio racconto per le Cronache dalla fine del mondo, una raccolta di racconti sull’evento preannunciato per la fine del dicembre 2012, curato da Laura Costantini e pubbicato da Historica Edizioni

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Non ho mai creduto alle profezie, a questa dei Maya men che meno.
Ho bisogno di qualcuno che mi dia un’idea sulla prossima fine del mondo, qualcuno che ci creda almeno un pochino.
Innocente. Ecco proprio lui, il settimino che vive con la sorella in una cascina a duecento metri da casa mia.
Porto con me un sacchetto di biscotti sfornati stamattina. I due ottantenni sono golosi.
Il cigolio del cancello funziona da campanello, scavalco Barbone il cocker spaniel che dovrebbe far la guardia invece di dormire come un masso, ma si sa, lì, lo fanno mangiare da scoppiare che la pancia gli tocca il suolo.
Mi accoglie Lauri, il suo urlo stridulo: “Nocenteee, ghe chè el fornareto” fa accorrere il fratello.
Tre sedie in fondo al portico, due per gli uomini e una per appoggiarvi il moscato, due bicchieri e un piatto per i biscotti già assaggiati dalla sorella che in cucina sparecchia cantando con la bocca piena.
Un biscotto e un sorso di vino per il vecchio.
Prendo tempo col bicchiere a mezz’aria perché so come va a finire: continuerà a riempirmelo finché avremo fatto fuori la bottiglia.
Passo immediatamente all’argomento della mia visita prima che attacchi lui con una delle storie che ci porterebbero sicuramente fuori strada.
“Dicono che quest’anno finirà il mondo…”non mi lascia finire la frase.
“La luna la scc-iopa, scoppierà la Luna e la Terra uscirà dal suo perno come una ruota che si perde giù per la scarpata del ponte dell’autostrada”.
“Perché dovrebbe scoppiare la luna? Innocente, tu credi alla profezia dei Maya?”.
“La luna è re de ‘n po chi la maja”.
“Chi starebbe mangiando la luna?”.
“I sureck i l’ha quasi majada tota”.
“I topi starebbero mangiando la luna? E l’han quasi mangiata tutta? E’ commestibile? Buona da mangiare la luna?”.
“L’è fada de formai, è fatta di formaggio.
Gli astronauti non ce l’hanno raccontata tutta l’avventura. Lassù, il sottosuolo è pieno di topi che la stanno svuotando come una forma di Parmigiano Reggiano”.
“Ma se ho letto da qualche parte che i topi non mangiano il formaggio”.
“Chi l’ha dit, chi l’ha detto, hai mai provato a caricare una trappola? Se ci metti il formaggio il giorno dopo ci trovi il morto.
Da tempo tengo sotto controllo la luna. I buchi stanno diventando sempre più grandi, l’alone intorno si allarga sempre più e a volte non riesco a vedere la falce luminosa attraverso quella nuvola di mosche”.
“Stai parlando di crateri lunari, non sono buchi e l’alone che vedi è l’effetto delle nuvole della nostra atmosfera”.
“Se, se, contala a me, secondo te perché non sono più tornati sulla luna?…
speravano di trovare chissà quali minerali preziosi e invece si son trovati tra le mani formaggio, tonnellate di formaggio, miliardi di tonnellate di formaggio. Non l’hanno divulgata la notizia per non dover giustificare tutto il denaro speso per le imprese spaziali degli anni sessanta e farsi coprire di ridicolo dal mondo, ma credimi lassù c’è solo formaggio, furmaj, conservato a bassa temperatura; altrimenti come spieghi che dal 1972 non son più tornati lassù”.
“Si certo e i topi perché non li ha visti nessun altro? …che so… i cinesi che ora possiedono potentissimi telescopi e magari i topi li mangiano anche”.
“Li hanno visti, te lo dico io, ma non gli hanno creduto o han fatto finta di niente se no come spieghi che gli astronauti che han camminato sul suolo lunare hanno avuto disturbi della personalità, negli anni a seguire uno è diventato un alcolizzato, uno predicatore, un altro si è isolato dal mondo, quello dell’Apollo 14 addirittura diceva di aver avuto contatti con Alieni. Alieni con la coda, per questo che i cinesi han lasciato perdere la luna”.
Probabilmente, il settimino, a cavallo degli anni settanta ha seguito con interesse gli sbarchi lunari.
Sgranocchia un altro biscotto dopo averlo immerso toccando il fondo del bicchiere e poi succhia il pollice e l’indice gocciolanti di vino.
“ Non fai la zuppetta tu?”.
Non una goccia o una briciola va sprecata.
“Ai cinesi fa più comodo colonizzare l’Italia, non vedi che stanno comperando tutto; guarda qui in paese come si sono allargati, come sentono che c’è qualcosa in vendita arrivano a spazzano via tutto, soldi alla mano. Sono come topi.
Nello zodiaco cinese il primo segno è proprio quello Topo che è ritenuto protettore e portatore di prosperità materiale; associato a ricchezza, aggressione, fascino e ordine ma anche morte, guerra e peste. Se non sono andati sulla luna è solo perché hanno capito che non può durare, avranno scoperto quello che penso io da anni”.
“E cioè?”.
“Che la luna all’interno è ormai vuota e quando la pressione esterna supererà la forza che tiene insieme la crosta scoppierà come un palloncino lanciando in aria tutti i topi che si disintegreranno nello spazio. Una nuvola nera scodinzolante che prima o poi arriverà sulla terra in forma di fuliggine che oscurerà la luce del sole e ci priverà dell’energia vitale. Il nostro pianeta privo della forza di attrazione lunare uscirà di rotta perdendosi nello spazio andrà a finire nell’orbita di un altro pianeta ci sarà una collisione fortissima che darà il via a una reazione a catena nel sistema solare e lo distruggerà.
Dio solo sa come andrà a finire”.
“Quindi sarà la fine, non ci sarà possibilità di salvezza?”.
“Temo di no. Anche se i topi aggrappandosi l’uno all’altro formassero una catena lunghissima chilometri e chilometri fino ad arrivare sulla terra potrebbero ristabilire soltanto una parte del peso di luna perso e quindi il problema della stabilità orbitale non sarebbe garantito lo stesso. A pensarci bene se la canzone di Modugno dice il giusto -Selene ene a’ , il peso sulla luna è la metà della metà- un topo lunare di 25 grammi qui da noi potrebbe pesare un etto…ma ci pensi se tutti i topi ammarassero sulla terra …” .
Chiude gli occhi in delirio:
“Eccoli là arrivano dal sud e corrono, corrono,la punta del naso come una freccia; arrivano da est e da ovest in file interminabili con le orecchiette tese per captare ogni rumore; arrivano da nord col pelo ricoperto di piccole scaglie di ghiaccio; corrono, corrono anche nei miei sogni, sono l’incubo delle mie notti.
Corrono, corrono alla ricerca di un luogo dove nascondersi e sfamarsi.
Code e vibrisse fosforescenti dal tramonto all’alba, i topi della luna si accoppieranno con i nostri, quindici parti all’anno, una media di dieci per volta… Can-de-la-madoja! Distruggeranno i nostri raccolti, li avremo dappertutto, sarà la punizione per i nostri peccati. La vecchia luna sparirà e in un caos di squittii sparirà anche la terra”.

Lauri sulla porta della cucina gira il dito a cacciavite sulla tempia e mi fa l’occhiolino col sorriso sulle labbra.
“ L’è mat , l’è mat. Basta Innocente o diventerai matto, mi hai fatto passare la voglia di mangiare i biscotti”. Il richiamo della sorella lo riporta alla realtà.
“Meglio, li mangio io. Finiamo il moscato e poi vado a dormire. Domani la prima cosa che faccio sarà di caricare le trappole nel granaio che almeno i nostri di topi li teniamo sotto controllo”.
Riempie i due bicchieri, mi prende sottobraccio e mi conduce sull’aia in pietra grigia; alza il bicchiere verso il cielo:
“Guarda che bella la luna stasera! Sarà sempre così. Non me la porteranno via, se fossi un poeta non farei che parlare di lei. La prossima volta che vieni a trovarmi ti porto in soffitta a vedere la mia raccolta di notizie sul nostro satellite ”.
Un grido acuto, stridulo come il fischio di una pentola a vapore. Dalla soffitta una creatura vola leggera come un fantasma verso il fienile, tra le sue zampe pende qualcosa, pare un codino.
“Uno in meno!. ‘l barbagiano è nostro alleato”.
Brindiamo. Lo riaccompagno in cucina. Una stretta di mano e l’immancabile bacio di Lauri che mi punge con i suoi baffetti androgeni. Per un momento alla luce fioca di 20 candele ho avuto l’impressione che mi baciasse un topo.
Sulla cavedagna erbosa la sfera luminosa che fa capolino tra i rami fioriti e profumati della robinia mi rincorre fino al cancello di casa. Nell’ultimo sguardo verso il cielo sorrido alle profezie di Innocente mentre nella memoria riaffiora Il canto notturno di un pastore errante dell’Asia:
“Che fai tu, luna in ciel? dimmi che fai, silenziosa luna?”.

 

 

 

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