Clothy, piccola stella senza cielo

Non so perché Clotilde abbia scelto questa canzone, forse perché ogni stella è sospesa nel proprio cielo come le canzoni di questi post, forse invece la stella è qualcuno che non merita di essere raggiunto o forse ancora perché mia nipote in un momento di delusione si sente una stella destinata a rimanere sola, lontana, irraggiungibile.

Ora, dico a Clothy di non preoccuparsi per niente, perché il cielo è tempestato di stelle e sicuramente troverà quella che brillerà con lei in saecula seculorum, quindi metto qualche frase della canzone e la canzone stessa che poi a me il Liga non piace più di tanto, invitando però a guardare questo bellissimo video che ricorda tra l’altro la gita a Venezia nel 2008 di tutta la combriccola del parentado.

Nel video, gondole fluttuanti a mezz’aria , una bambina che gioca con una biglia di vetro. Clothy invece quel giorno era occupata anzi preoccupata per la presenza dei piccioni che avrebbero potuto beccare i suoi splendidi occhi.


Cosa ci fai in mezzo a tutta questa gente.

Sei tu che vuoi o in fin dei conti non ti frega niente.

Tanti ti cercano spiazzati da una luce senza futuro

altri si allungano, vorrebbero tenerti nel loro buio.

Ti brucerai piccola stella senza cielo.

Ti mostrerai, ci incanteremo mentre scoppi in volo.

Ti scioglierai dietro una scia, un soffio, un velo.

Ti staccherai, perché ti tiene su soltanto un filo.

Forse capiterà che ti si chiuderanno gli occhi ancora

o soltanto sarà una parentesi di una mezz’ora.

Quindici anni, prima liceo scientifico, una sorella, Rachele che frequenta la prima media, un labrador di nome Titta e oltre a mamma e papà che l’adorano, altre due mamme e papà: la zia Rosa e lo zio Cele, la zia Marinella e lo zio Fausto , verso i quali ha grossi debiti e ci vorrà una vita intera per saldarne il conto.

Questa liceale nel corso della sua breve vita ha contratto con me un grosso debito di riconoscenza dovuta ai disegni che le ho fatto alle medie e alle lezioni di matematica e geometria di quest’anno, ma non solo…

per sollevare sua madre dall’impegno della seconda maternità le zie e gli zii se la scarrozzavano a turno e non era cosa facile data la fantasie e la sete irrefrenabile di conoscere e soprattutto fantasticare.

Con lei c’era sempre da leggere il librone e poi recitarne le scene, io ero il principe zio e qualche volta il cavallo preziosamente tenuto al laccio con una catena dorata, spesso rinchiuso tra i rami flessuosi del tamerice in giardino.

La zia Marinella : -si dice burro- bullo-burro-bullo. A un anno e mezzo la erre era diventata una realtà insieme a frasi complete delle storie che amava e a Formentera, Cristobal lo chef dell’ Hotel ogni mattino arrivava al nostro tavolo col chupa chupa per sentire questa frase :

-Oh poveRa me , come faRò, i miei gioielli scompaRsi Rubati, sono stati i piRati!-

con tanto di erre.

Libri e fiabe e tante canzoni, ogni tanto la sento cantare anche quando scrive sul quaderno a quadri sbagliando i segni e calcoli aritmetici.

Quinta elementare, compito: scegli e commenta uno di questi quadri, lei sceglie L’urlo di Munch e scrive così:

Io, personaggio ignaro,

nessuno mi sente.

Nel tepore del giorno e nel blu della notte.

Questo cielo rosso fuoco, questo mare blu, azzurrino…

Nessuno mi sente perché non c’è voglia di sentire,

io parlo per il nulla come il vento soffia,

ma non è questo il problema che mi pongo,

voglio essere sentita

e voglio gridare il mio nome.

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19 thoughts on “Clothy, piccola stella senza cielo

  1. Però! Ha le idee chiare la tua nipotina, penso che promette bene.
    Che bello spaccato di vita, sei anche uno zio formidabile, è fortunata Clothy ad avere tante mamme e papà a prendersi cura di lei.
    Un abbraccio

    • Clothy è speciale, un carattere sereno, perfettina sempre munita di bianchetto per ogni minimo errore, peccato per la matematica, la capisce ma fa ancora troppi errori….ah l’amore, l’amore non va d’accordo con le frazioni algebriche :).

  2. Non sarà un portento in matematica, ma in quanto a vena lirica in quinta elementare prometteva già molto. E una bella capacità di lettura di un quadro.
    Ecchissenefregadellamatematica!!!!!
    (PS: il Liga è un po’ ripetitivo da molti anni a questa parte, ma in fondo a me non dispiace per niente. Alcune sue canzoni non le trovo niente male)

    • Ligabue l’ho sentito la prima volta nel ’97, mio figlio Ale e la sua combriccola avevano festeggiato un compleanno nella mia taverna, noi dal piano superiore sentivamo in continuazione la canzone Certe notti della quale avevo imparato a memoria la frase :”ci vediamo da Mario prima o poi” che tutti i ragazzi insieme ripetevano a gran voce.

  3. Ligabue non è mai piaciuto tanto nemmeno a me, l’ho sempre considerato un prodotto di imitazione (non tanto quanto quello Zucchero là, però). Se non che una volta un mio alunno mi ha fatto sentire una specie di lettera canora a Francesco Guccini e mi sono un po’ ricreduto (ma solo un po’, però).
    Bello, in ogni modo, il tuo ritratto.

  4. Nemmeno io amo molto Ligabue, ma se la “bambina” l’ha scelto… allora diremo che lei invece è una piccola stella con un grande cielo (e costellazioni familiari davvero straordinariamente positive)
    😉
    baci

    • per quel che riguarda la musica , Carlo ed io ci troviamo più o meno allo stesso livello di gusti e ascolti e di matematica credo ne sappia molto più di me, anche se ora col figlio sta facendo esercizi più facili.

  5. Quanto sono godibili questi tuoi post: sembrano una ricetta piena di profumo, qualche lettera, un pizzico di fantasia, tanti ricordi e note a volontà… Quanto ai conti anche il mio figliolo è troppo innamorato… in questo periodo per farli bene 🙂

    • Paola, la fantasia non mi manca di certo, anche se questi racconti sono profondamente radicati nella realtà, credo sia la musica ad avvolgerli di magia e a staccarli un po’ dal suolo sul quale invece devi poggiare bene i piedi se vuoi ottenere un risultato preciso nel fare i conti e tirare le linee.

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