Delicado per MTV

Una ragazza del ’68 del quale porta ancora la freschezza e l’entusiasmo.

Maria Teresa Valle è uno dei miei primi contatti Facebook, simpatia fin dalle prime battute, sempre in discesa la strada con lei che dice:

Ecco la mia canzone sospesa. Era la sigla di una trasmissione radiofonica che andava in onda negli anni 50 alle 18, ogni giorno, il momento più felice di tutta la giornata. In cucina spostavamo il tavolo e mia madre, mia zia, mia sorella e io ballavamo al suono di quelle musiche da ballo che venivano trasmesse per circa mezzora. Tempi duri, tempi di miseria e niente divertimenti. Quella mezzora ci dava una felicità che non ho mai più provato. Erano tantissimi anni che non l’asc

oltavo, anche se le sue note non le ho mai dimenticate. Mi è venuta in mente adesso e mi si sono riempiti gli occhi di lacrime”.

Mi sembra di vederla in uno di quei giorni simili ai miei, in un Italia uscita da poco 

dalla seconda guerra mondiale, un pomeriggio al femminile.

Gli uomini nelle fabbriche o nei campi.

Le mamme a lavare, stirare, rammendare , sferruzzare, preparare per la cena aiutate da figlie, e nelle famiglie di allora, da madri, suocere, zie e cognate.

Prima i compiti, sempre il dovere prima che non dovevano crescere ignoranti come loro i figli, ora che c’era l’opportunità di studiare per un futuro migliore.

Ignoranti, sì per le cognizioni scolastiche di un certo sapere, ma da quelle lunghissime conversazioni e chiacchierate quanti insegnamenti, consigli e …quanti sogni.

La donne di casa trasmettevano ai figli tutto il loro sapere: le tradizioni, le usanze, i modi di dire, il dialetto, le opinioni sul bene e sul male, la generosità, il saper portare e sopportare i “pesi” degli altri, la conoscenza delle norme fondamentali per vivere civilmente e pacificamente con gli altri.

Queste ricchezze erano il bagaglio che si accumulava di anno in anno e ci faceva diventare grandi a nostra insaputa, una dote da custodire e conservare per trasmetterla un giorno ai nostri figli.

C’era posto sempre anche per il divertimento come quando si tiravano le lenzuola lavate per ripiegarle accuratamente, si sgranavano fagioli o piselli per la minestra, si cantava e perchè no si ballava o si imparava a ballare sulla musica diffusa dalla radio, la grossa radio Minerva che nel tardo pomeriggio trasmetteva “Ballate con noi” il programma musicale che iniziava con questa sigla:

Delicado di Waldir Azevedo,il brasiliano che aveva trasformato in solista lo strumento di accompagnamento a corde che ha un suono più acuto rispetto alla chitarra: il cavaquinho.

La soave malinconia di questa canzone ha impreziosito la colonna sonora del film di Luciano Emmer (1954) : Terza Liceo che racconta la storia di una gioventù del dopoguerra, con la sceneggiatura di Vasco Pratolini, e con attori come Paola Borboni, Valeria Moriconi e Giuliano Montaldo.

Del film ho vaghi ricordi anche perchè la TV arrivò nei primi anni sessanta, ma la radio e soprattutto la musica magica che usciva misteriosamente da quella scatola in legno, al buio con sue lucine mi portava dove la mia mente voleva stare, dove la mia mente vaga ancora, ora che la radio non la sento più.

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23 thoughts on “Delicado per MTV

  1. Caro Fausto, hai interpretato esattamente l’atmosfera, lo stato d’animo, la realtà di quei momenti. Credo che quella musica suonata da un solo strumento, rappresenti bene quell’epoca. Nella sua semplicità è un piccolo capolavoro. E’ la dimostrazione di come si possa ottenere molto con piccoli mezzi. Ed è quello che eravamo capaci di fare in quei tempi di ristrettezze economiche , ma di grande volontà, serietà e spirito di sacrificio. Lo so sono discorsi da vecchi. Che ci vuoi fare, ormai è così. Ancora grazie. E buon Delicado!

  2. Ma no! Siete sicuri che fossero proprio gli anni 50, ragazzi? io sono del ’57 o del ’58 ma questo brano lo ricordo perfettamente… urka, che flash risentirlo!!! Delicado e delizioso…
    baci

  3. Quanto commovente calore umano in queste descrizioni di vita ove il poco sapeva arricchire i cuori assai più di tante successivi eccessi.
    Sinceramente la canzone non la ricordo, ma ricordo quelle radio in cui sentivo da piccola i Beatles e credevo di aver “scoperto” come funzionassero quelle scatole magiche: dentro ci dovevano essere quei musicisti stranieri piccolissimi, me li immaginavo come i pupazzetti che facevo con la plastilina, ma con chitarre e batteria 🙂

  4. La musica la ricordo, la trasmissione francamente no. Forse a casa mia non sentivamo la radio a quell’ora. Ricordo Il Gambero di franco nebbia, la Corrida (forse dopo), Tortora e la Sampò.poi vennero bandiera Gialla, Per voi giovani e (naturalmente) Alto Gradimento. I miei ricordi veri cominciano da lì. Franco Nebbia è un po’ sfumato (nella nebbia!).

    • La radio Minerva sparì nei primi sessanta quando ci trasferimmo in forneria (si faceva due anni ciascuno , la mia famiglia e quella di mio zio nella gestione).
      La nuova radio era quella di mio fratello Paolo fornaio dalla quinta elementare fino al gennaio di quest’anno che è andato in pensione dopo 50 dico 50 anni di duro lavoro.
      Era geloso del suo elettrodomestico che passo nelle mie mano quando lui partì per il militare.Non ne ho mai fatto grande uso se non nel periodo delle ultime superiori , la mia trasmissione preferita era la pomeridiana Per Voi Giovani con Paolo Giaccio, Luzzatto Fegiz, Raffaele Guascone, Carlo Masserini (che amava i Traffic come me) e perché no Claudio Rocchi che aveva come sigla del suo spazio il brano strumentale di Crosby , un mantra di sole voci : I’d Swear there was somebody here. Ti ricordi?

      • Li adoro e perfino i miei due figli si sono innamorati del Gruppo di Winwood.
        Ho fatto torte e biscotti tutta settimana ma il racconto son riuscito ad impostarlo, anzi lo suddividerò in due parti con due interpretazioni di Joni del pezzo, dovrei darcela domani con il primo post, stasera vado nanna presto che domani la sveglia è alle tre .

  5. Questo tuo blog è una miniera di ricordi preziosi. Vivevamo di così poco e, nel pensiero, erano tempi così felici, anch’io mi ricordo quel programma per quanto, all’epoca, fossi piccina per ballare, ma forse è durato per molti anni? Poi mi ricordo il programma dei ragazzi, che seguivo con la merenda in mano, in perfetta felicità. E fin da piccola non mi perdevo la Corrida radiofonica, invece mia sorella Iole ci costringeva a stare tutti svegli per ascoltare Fratelli d’Italia, che chiudeva le trasmissioni. Quando arrivò la televisione subito pensai quanto sarebbe stata bella la Corrida televisiva, cosa che poi fecero con grande successo. Papà suonava il violino e la chitarra, io scrivevo poesie, la radio era accesa dal mattino alla sera e la domenica andavamo al cinema insieme. Indimenticabili.

    • Sai Mimma che la Corrida la sentivo anche i sabato dei primi ’80 quando si panificava anche il pomeriggio ed io avevo abbandonato la fonderia per la forneria, pani di farina al posto di pani d’ottone.
      Mio padre si divertiva un mondo, io ero tornato a casa perché oramai lui non ce la faceva più, stanco e malato, ma voleva starci accanto, e gioiva della nostra presenza, soprattutto di quella del mio primo figlio di un paio d’anni che al sabato veniva al forno con me per giocare con piccoli pezzi di pasta.

    • mi diverte ilf atto che riascolto il pezzo indicato dagli amici e poi lascio fare alla memoria , di solito è davanti al forno che si ripresenta la canzone e la sua-mia storia (giuro di non aver mai lasciato bruciare il pane in tutto questo tempo)

  6. Questa musica mi riporta ai pomeriggi caldi in cui mia madre mi dava i soldi e io correvo al bar vicino casa a comprarmi il gelato. Con gli occhi spalancati, guardavo le vaschette colorate…quello, no no questo e anche un pò di quello. La padrona, poverina, dietro al bancone, con il cono in mano, quanto sbuffava!! intanto nell’aria la musica andava e anche il gelato!
    Mi ripeto lo so, ma qui si sta proprio bene.

  7. Anna il barista dove andavo a prendere il gelato, nei pomeriggi destate si addormentava sul biliardo, quando lo svegliavo mi guardava con occhi di fiamma e quando alzava il coperchio del frigo temevo che una volta o l’altra mi ci avrebbe ficcato dentro tutto intero.

  8. Be’ io sono del quarantacinque e questo brano me lo ricordo benissimo, noi avevamo una piccolissima radio-marelli che andava in continuazione visto la mia passione per la musica tutta, e per ballare? ma ballavo da sola davanti lo specchio da sarta di mia madre, che poverina agonava a volte un po’ di silenzio specie quando realizzava i modelli in carta su misura e doveva per forza far di conto…
    Ah! Fausto come frughi bene fra le pieghe del tempo, sei un vero maestro.

    • stan diventando tanti Crì e spero che la lista si allunghi, mi da molta gioia scrivere sulle canzoni degli amici , senza accorgermene mi trasportano in luoghi che avevo riposto nel cassetto segreto. Molti li riscopro e li vedo da un’altra angolatura.

  9. ascoltavo ballate con noi in cucina con una radio a valvole, credo di aver avuto 7/8 anni ( sono del 1946) sicuramente non ballavo ma quella musica mi ha cisì affascinato che all’età di 14 anni mi sono messo a suonare la chitarra..( male)..ce la ricordiamo solo noi? Allora:…sic transit gloria mundi!

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