Starless di Flameonair

L’amica Flameonair ha colpito in pieno; i King Crimson sono uno dei gruppi che più ho amato a partire da In the Court of Crimson King.

Il suono celestiale della chitarra di Fripp ricama un canto sulla tela di archi e mellotron che ripropongono le atmosfere dei primi album del Re Cremisi.

L’evocativo sax soprano di Mel Collins procede parallelamente ad esso inserendo la sua trama sull’ordito teso dal basso malinconico e solenne di Wetton.

Bridge. Il basso introduce con un’armonia tesa ruotante attorno ad intervalli blues, un lungo ponte sul quale la chitarra di Fripp accanendosi su un accordo minimale di due note spinge la suspence al massimo. Li accompagna la varietà timbrica impressionante della batteria di Bill Bruford fino all’esplosivo finale dove è il sax soprano a riprendere il tema d’incanto e poesia.

Il tramonto abbaglia il giorno

i miei occhi ruotati all’interno

vedono solo

un cielo senza stelle

 

Ulisse stava seduto sempre sul primo sedile, dietro al conducente della corriera che portava noi ragazzi a scuola e gli adulti nelle officine meccaniche della città.

Occhiali scuri già alle 6 di mattino; quando arrivò alla sua fermata mi accorsi che quel quarantenne brizzolato era un non vedente.

Il rumore del bastone rigido di legno che batteva sul pavimento della corriera e poi sulla strada lo aiutavano ad orientarsi; passo alternato: gamba destra e bastone a sinistra, gamba sinistra e bastone a destra.

Non era nato cieco raccontavano gli uomini della O.M. di Brescia; quando era un ragazzino fu colpito in viso dallo sparo involontario di suo cugino che aveva imbracciato il fucile da caccia del padre, il quale per distrazione o noncuranza lo aveva riposto con un paio di cartucce in canna.

Non aveva confidenza con nessuno quell’uomo, quando lo vedevo così assorto, concentrato in pensieri che a me parevano bui, mi domandavo come potesse essere il suo mondo.

Noi ragazzi di solito ci appostavamo sull’ultimo sedile quello con cinque posti , lì ci si poteva permettere anzi ci sentivamo autorizzati a fare un po’ di chiasso, quando invece eravamo da soli o in coppia di solito ci mettevamo nei primi posti davanti.

Gli adulti stavano in silenzio, la testa abbandonata sullo schienale imbottito fino alla fermata.

Il venerdì sera il clima era diverso, agli operai si leggeva in viso la serenità di aver concluso la settimana lavorativa e parlottavano tra loro del più e del meno, anch’io ero felice, unico ragazzo a frequentare l’istituto tecnico, la scuola che aveva negli orari tutti i pomeriggi tranne il sabato. Gioivo dopo il giorno peggiore che si concludeva con due ore di aggiustaggio dopo due ore di italiano, due di laboratorio fisica, una di storia e una di inglese.

Il sabato era il giorno più bello: niente interrogazioni.

Anche Ulisse era diverso, sempre al suo posto, in silenzio, testa alta, in ascolto, si capiva per il fatto che era solo allora che lo vedevi sorridere, soprattutto quando dietro a lui si accomodava un giovane suo compaesano che divertiva tutti con battute scherzose.

In primavera notai l’assenza di quell’ allegro operaio per tre settimane, qualcuno ci informò che la sua giovane moglie era morta improvvisamente, inaspettatamente. Infarto, la notizia divenne certezza quando lo vedemmo apparire alle metà di aprile. Sguardo basso, sulla bocca chiusa come la cicatrice sopra la ferita era disegnata la sua nonvoglia di parlare. Il silenzio di tutti era il rispetto per quel dolore.

Poi quel venerdì sera; da un passeggero una frase di circostanza:

-Come stai-.

-Si va avanti, come tutti, la vita continua, quello che mi fa più male è il ritorno a casa, lei non c’è più, si è portata via la luce che illuminava la mia vita, come se il cielo…- .

L’uomo  cieco seduto sul sedile davanti alzò il suo grido con la voce melodiosa di un canto:

-Fosse senza stelle-.

Era la prima volta che sentivo la voce di Ulisse, tre parole che raccoglievano tutto il dolore di una perdita.

Il giovane facendo passare la mano tra i due sedili l’appoggiò sulla spalla del non vedente che la tenne stretta fino a casa.

Se lo scorrere di una lacrima avesse un suono i passeggeri quella sera sarebbero stati un’orchestra.

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19 thoughts on “Starless di Flameonair

  1. un capolavoro in musica diventa petesto per un perfetto racconto.

    i King Crimson li amo molto anch’io, Lizard è il mio preferito

    un abbraccio Fausto, e complimenti a flameonair per l’ottimo gusto

  2. Che racconto toccante, Fausto, partito dalle note dei King Crimson! Ti ringrazio perchè è stato davvero bello leggerlo.
    Conosco (e ho conosciuto) più di un collega “ferito” dalla vita, così mi viene da pensare quando rifletto su quello che affontano ogni giorno, qualcuno che ha avuto un percorso tutto in salita sin dall’inizio: una collega con grave handicap uditivo ed altri con ipovedenti con i quali c’è una grande amicizia e reciproca stima. La scusa per conoscersi meglio è stata l’aiuto che dò loro – per il mio mestiere – circa i loro computer con lettore vocale. Ma sono io che imparo da loro – ogni volta – quale sia il modo di affrontare le mie ben più piccole difficoltà di tutti i giorni. La loro sensibilità arriva ben oltre il loro sguardo, la loro gioia di vivere e capacità di comprendere ogni piccola gioia e piacere sono un rimprovero vivente a chi si lamenta per ogni sciocchezza e rende pesante la vita di chi ha accanto perché eternamente incapace di soddisfarsi e di sorridere.
    Un caro abbraccio e, ancora, grazie.
    Paola

    • la mia gioia più grande è che ho ritrovato il tuo nome dopo la scomparsa di Splinder:
      Paola non riuscivo proprio a farmelo venire in mente questo nome, ci voleva Robert Fripp e la sua band.
      Questo pezzo musicale credo proprio che verranno in molto ad riascoltarlo, mio figlio per primo l’ha sentito nell’ aprire la porta di casa ed è stata gioia stasera attorno al fuoco.

      • Cerco di far ascoltare certi pezzi davvero “unici” della mia adolescenza a mio figlio – quando mi riesce 🙂 – perchè se penso con quali intensità di sperimentazioni e di ricerca musicale siamo entrati nella vita noi e lo paragono alla piattezza commerciale di tanta musica d’oggi mi viene quasi da piangere

      • la “nostra ” musica ha fatto scuola Paola, ma non sottovalutare la musica dei nostri figli ( non so quanti anni abbia il tuo) ma c’è ancora in giro chi fa buona musica, noi veterani dobbiamo fare un po’ il callo nell’ascolto ma credimi in alcuni casi ne vale la pena.

    • Mio figlio ha solo 13 anni, scopre adesso tutto. Della vita e della musica…di tempo ne ha tanto davanti.
      Volevo segnalarti che cliccando sul tuo “avatar” o come si chiama qui “gravatar” il link conduce a http://falconieredelbosco.splinder,com/… che ovviamente non conduce a questo tuo bellissimo angolo (ed è un vero peccato!) cerca di modificarlo nel tuo link corretto: https://falconieredelbosco.wordpress.com“, mi raccomando 🙂
      Buon weekend.

      • il tuo caro tredicenne son sicuro che ascolterà indirettamente la tua buona musica,
        per quel che riguarda l’indirizzo avatar non saprei come si fa ero convinto che chi cliccasse sull’icona del falconiere arrivasse qua. Tu sai come si fa?

      • Credo che tu debba provare, forse dalla Bacheca, ad arrivare a “Il mio profilo pubblico” oppure a andare sulle modifiche del gravatar su “http://it.gravatar.com/ ” trovando il punto in cui inserire il link corretto “http://flaconieredelbopsco.wordpress.com”

  3. Caro FalconierDelBosco,,non so se tel l’ho detto ancora,se si, consentimi di ripeterlo perchè fa piacere a me.Oltre alla tua originalità (interessante e er alcuni versi divertente),sei anche un affabulatore straordinario che emoziona portando i lettori su sentieri tra fiaba e realtà.E allora…applausi.Bianca 2007

    • grazie Bianca sei sempre gentile, da te vengo volentieri, oltre a leggere i tuoi scritti, per ascoltare brani di buona musica che anche se a volte si discostano dai miei gusti provo immenso piacere ad ascoltare. C’e sempre da imparare e tu molte volte fai scuola di Musica (con la emme maiuscola).

  4. UUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUU !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    King Crimson! Uh! Doppia Uh! Devo dire che non ho mai pensato alla chitarra di Fripp come “celestiale”. Inconfondibile, sì. Ecco questo è l’aggettivo che ho sempre usato per definirlo. Senza emotività, diciamo. Benchè in “heavenly music corporation” con Eno il titolo la dica lunga sull’idea appunto di celestialità (paradisiaca) che potrebbe esprimersi. Che qualcuno coglie (tu)… Cioè? Tutti? Sono l’unica a non essersene mai accorta? Ci voleva il tuo racconto altrettanto angelico?
    Vabbè…
    Baci

  5. Non ne sono sicura, ma penso tu possa riuscirci entrando nella tua Bacheca qui, nel tuo sito, e/o collegandoti a http://it.gravatar.com/ e trovando dove da inserito il link corretto al tuo splendido blog ossia “https://falconieredelbosco.wordpress.com”
    In bocca al lupo (trattandosi di bosco poi!)

  6. Grazie Fausto, sono stata bene qui . Ha ragione Bianca ,il tuo post è BEN FATTO e i King Crimson il mio gruppo preferito……..Ciao e buona serata al calduccio…..Mary

  7. buona serata anche a te cara Maria. Abibamo fatto festa a mia moglie che copie gli anni, ma gli amici mi hanno fatto bere un po’di più del solito. Domani festeggeremo con i figli e le future nuore :gnocchi ! a me l’onore di impastare le patate con uovo e farina e fare i gnocchetti.

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