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La chiamerò Stella, un punto luminoso nel mio cielo, una figurina uscita dalle pagine del libro azzurro di fiabe che portava appresso nei primi anni della nostra infanzia.

Quando la mia piccola amica sempre in ordine, ben pettinata con una fascia colorata tra i capelli appariva nel cortile, intorno a lei si creava un’atmosfera speciale.

La sua voce particolare la senti una volta e non la dimentichi più.

Come se un minuscolo personaggio del bosco, un elfo, uno gnomo vivesse nelle cavità del suo naso e allungando una manina afferrasse le code delle parole che partono dalla gola e lasciandole andare di scatto le facesse emettere suoni squillanti. La staresti sempre ad ascoltare.

Quando siamo diventati più grandi, adolescenti, ero preso dalle sue sensazioni e trepidazioni e aspettavo con ansia anch’io l’arrivo del suo fidanzatino, lo accoglievo con gioia, lo aspettavamo in due. Provavo gioia per la sua felicità.

Più avanti invece, quando ho avuto la sensazione di perderla per sempre ho provato a dichiararle il mio amore.

Non era amore, solo paura che svanisse il mondo incantato e la tenerezza del nostro rapporto.

– Non ci credo, non possiamo innamorarci, rovineremmo tutto, tu per me sei qualcosa… non un fratello… qualcosa di speciale, non saprei come spiegarlo, dobbiamo continuare così, come abbiamo vissuto fino ad ora.

Tutti cambiano hanno fretta e rovinano i loro rapporti, rimaniamo nel librone azzurro almeno io e te e tra cinquant’anni e tanti altri saremo ancora gli stessi.

Noi siamo la semplicità che proteggiamo, siamo quello per cui lottiamo, siamo persone vere, con un piede nell’oggi e l’altro nel libro dei giorni passati insieme.

Noi siamo gli eletti, coloro per i quali le cose belle significano bellezza!-

La pensavo allo stesso modo. Come sempre aveva le idee chiare, viveva come me in un mondo fantastico ma ne stava varcando i confini, si affacciava alla realtà in anticipo rispetto a me.

Qualche anno dopo, una domenica sul tardo pomeriggio ero sul ponte dell’autostrada; mi piaceva quel posto, non ci andavo per guardare le auto passare, non sono un appassionato di motori, mi soffermavo a sognare sulle vite delle persone al volante. Dove andavano? Chi li stava aspettando?

Verso le cinque dietro di me si fermò un ciclomotore, la voce squillante di Stella mi fece voltare di scatto:

– Hai finito di sognare? E’ domenica pomeriggio, cosa ci fai qui tutto solo?

Non conosci qualche ragazza, è ora di trovarne una, dai ! Le ho viste, le ragazze ti mangiano con gli occhi, buttati! Lasciati andare un po’-.

Accostò il suo veicolo sul ciglio della strada tirandolo sul cavalletto e poi:

-Facciamo due passi, ho bisogno di confidarmi con qualcuno e non c’è nessuno che mi possa capire come te, ti prego ascolta senza interrompermi, non dire niente fino a quando ho concluso.

Sono innamorata.

Lui è il mio datore di lavoro, sposato e padre di due figli. Sono la sua segretaria, mi piace lavorare con lui, mi insegna tutto, è intelligente, capace, ha una vista particolare per la produzione e per gli affari.

Spesso mi premia con un regalo, cose semplici, un fiore, un cioccolatino, un pensiero gentile.

Una cara persona, me ne sono innamorata ma ho fatto di tutto per non far traboccare i miei sentimenti verso di lui.

Poi è successo.

Eravamo a Venezia per concludere un affare importante per la nostra azienda.

Terminato l’incontro mi ha portato a pranzo e poi esaudendo il mio desiderio siamo saliti sul campanile di San Marco. Lassù mi sentivo tra le stelle, toccavo il cielo con un dito, ero felice e quando il suono assordante delle campane ci ha sorpresi, ci siamo lanciati uno tra le braccia dell’altro e ci siamo baciati. Da lì è cominciata la nostra storia, siamo innamorati, felici.

Ma sono preoccupata.

Per ora nessuno sospetta niente, ma prima o poi succederà. Chissà le critiche dei colleghi di lavoro, degli amici.

Come la prenderanno i miei quando lo verranno a sapere?.

 

– Ti direi subito di smettere, mi fa paura questa storia. Come procederà?.

Sei molto giovane, non ti stancherai?.

Non avrai una normale vita di coppia, una casa.

Rinuncerà ai suoi figli per te?.

Dovrai superare mille ostacoli …ma ti vedo così risoluta, decisa.

Ti conosco, non ti fermi davanti a nessun ostacolo, quando sei convinta della causa combatti come una leonessa.

Una parte di me direbbe di smettere, l’altra di continuare-.

Rivolsi lo sguardo alle automobili sull’asfalto che a quell’ora si stava facendo sempre più scuro.

-Ognuno segue il proprio destino, in una direzione o nell’altra.

Vai avanti è la tua vita, sei responsabile molto più di me, sei grande, una donna, la voce da bambina e il cuore grande come quello di tua nonna-.

Un sorriso, una lacrima, una carezza.

– Grazie! Mi ha fatto bene parlare con te! Tu sei sempre lo stesso, rimani così, potremo contare l’uno sull’altro come Hansel e Gretel sperduti nel bosco ma forti perché consapevoli della loro alleanza -.

Questa è la loro canzone e posso dire con certezza che è stata una bella canzone.

Amarsi un po’ è come bere

più facile è respirare.

Basta guardarsi e poi avvicinarsi un po’

e non lasciarsi mai impaurire no

Amarsi un po’ è un po’ fiorire

aiuta sai a non morire

Senza nascondersi manifestandosi

si può eludere la solitudine

però volersi bene no partecipare

è difficile quasi come volare

Ma quanti ostacoli e sofferenze e poi

sconforti e lacrime

per diventare noi veramente noi

uniti

indivisibili

vicini

irraggiungibili

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