Amo di domenica

Alle cinque della sera

E’ un inizio alla grande questo, ma mi scuso subito con Domenica Luise, non sono le cinque della sera di Lorca , queste sono molto più popolari :

Alle cinque della sera

i ragazzi di Granada

alle cinque della sera

vanno in giro coi blue jeans

alle cinque della sera

i juxbox a voce piena

a Madrid e a Barcellona

fanno rock, sì fanno rock.

 

La cantava Milva nel ’60 questa canzone.

Allora avevo solo 7 anni e mi piaceva stare alla finestra della mia camera affacciata sulla piazza a guardare i giovani del mio paese che dopo cena si radunavano davanti al Bar Sport dove un juxbox ad alto volume espandeva nell’aria le note delle canzoni del momento.

Ragazzi e ragazze vestiti con le gonne e camicie alla moda si scatenavano nei balli del momento: twist , rock and roll, boogie woogie, cha cha cha ed io stavo lì incantato fino a quando arrivava la mamma a chiudere le imposte e mandarmi a letto. Spesso lasciavo le coperte per spiare attraverso le persiane i ragazzi giù sotto, fu lì che vidi Sergio e Cinzia scambiarsi i primi baci, piccoli baci come quando si spiluccano le ciliegie dai rami direttamente con le labbra.

Durò qualche anno la loro storia d’amore,

Sergio era fratello maggiore del mio amico Enrico e quando andavo alla loro cascina in campagna mi soffermavo sotto il portico ad ascoltare le novità musicali sul mangiadischi rosso di plastica dura.

Sergio collezionava tutti i 45 giri del popolare cantautore italo-belga Salvatore Adamo:

La notte, Una ciocca di capelli, Non mi tenere il broncio, Amo……

Il giorno che partì per la naja al cancello c’era Cinzia con le lacrime agli occhi a giurargli il suo amore eterno… mi mancherai… ti aspetto… scrivimi… ti amooooooo.

Amo il vento che ci stuzzica quando gioca fra i tuoi capelli

quando tu ti fai ballerina per seguirlo con passi graziosi.

 

Amo quando corri radiosa per gettarti nelle mie braccia

quando ti fai piccola piccola per sedere sulle mie ginocchia.

 

Amo il sole che tramonta quando si sdraia lentamente

ma amo sperare credulo che per noi si infuocherebbe.

 

Amo la tua mano che mi rassicura quando mi perdo in fondo al buio

e la tua voce ha il mormorio della sorgente della speranza.

 

Amo quando gli occhi tuoi di bruma mi ammantano con la tua dolcezza

e come su di un cuscino di piume la mia fronte si posa sul tuo cuore.

Sciabolate di violini nell’arrangiamento orchestrale incalzano il tranquillo arpeggio alla chitarra.

Tornerò-ò-ò.

Diciotto mesi di pastasciutta come l’è brutta fare il soldà.

Ho scritto t’amo sulla sabbia e il vento a poco a poco se l’é portato via con sé.

 

Potrei scrivere una fila interminabile di frasi che si cantano in caserma pensando alla morosa; chissà cosa cantava Sergio; quanti sogni, quanti sospiri, quante attese di lettere che non arrivano più .

Quando tornò a casa con il foglio di congedo in mano, noi piccoli conoscevamo già la verità: Cinzia non aveva saputo attendere e aveva cominciato a ballare e spiluccare le ciliegie con un altro.

Un amore finito, ricordi da cancellare, cominciando coi dischi di Adamo, fatti a pezzi e lanciati nel vigneto.

Sua madre disse per consolarlo:

– se ta ga dèt na pesada ‘n de la sès ne salta fò trentasès-

se dai un calcio nella siepe ne saltano fiori trentasei (di ragazze).

Suo padre raccolse qualche disco e lo appese nell’orto e nel frutteto per spaventare gli uccelli.

“amo il vento che ci stuzzica….

Chissà cosa pensò Sergio qualche anno dopo ascoltando la nuova canzone di Adamo:

-Affida una lacrima al vento e fa che la porti da me, il vento mi ha detto sta attento la tua bella non pensa più a te-.

Forse gli era passata alla svelta perchè scorazzava con l’ Abarth 500 e una nuova bella sul sedile accanto al suo.

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23 thoughts on “Amo di domenica

  1. “piccoli baci come quando si spiluccano le ciliegie dai rami direttamente con le labbra.”

    delizioso!
    a parte tutti i ricordi che m’hai svegliato di soprassalto.(!)

    siamo coetanei, caro mio…
    e il mangianastri rosso lucido ce l’avevo anche io!

    in quanto agli addii…quanti!

    Ma poi si dimentica, no?

    (quasi…)

    un sorriso grato

    • mh…Martina?

      ma no!
      poetella si chiama Lucia!

      quella di Martina è una lunga storia…forse la racconterò.

      E la canzone sospesa?

      troppe ne ho lasciate di canzoni sospese!

      ma…ancora canto.
      😉

  2. arrivo qualche anno dopo, ma ancora in temp per ascoltare Angie nel mangiadischi, il mio era verde, e poi l’amore, certo in tutte le sue meravigliose canzoni.
    Ero un patito di Massimo Ranieri. Tu con questi post risvegli, ed è sempre serneo quando apro gli occhi

  3. Voi ed il vostro mangianastri!!! Quanti ricordi, anche il mio era di plastica rossa lucido e mi ricordo quanto mi aggiravo sognante in camera di mio fratello, ( era nella sua stanza) mentre spolveravo!!!! Quanti sogni ad occhi aperti!!!! Chissà cosa sognavo allora, certo tutte cose romantiche e fuori dalla realtà alla luce dei miei quattordici anni legati al ricordo di Dino, Maurizio, DikDik …. E dei miei amori così complicati allora…. Com’era tutto sofferto, esagerato ed intenso…. Grazie per questo riaffiorare di emozioni

    • Comlimenti vivissimi caro il mio Falconiere!!!!! Scrivi veramente bene, molto coinvolgente e vivide le immagini, ti ringrazio perche mi sono immersa completamente nel racconto e ,ti dirò, mi ha lasciato una nostalgia!!!! Pensa che anche per me ci sono ricordi legati ai boschi, ad una zia e a qualche amico della mia infanzia in un periodo della mia vita adolescente…. Ti ringrazio e ti assicuro che continuerò a leggere le tue…emozioni !!! Hai pubblicato anche qualcosa? Fammi sapere . Ciao a presto

      • Grazie ! No non ho mai pubblicato niente, non avevo mai scritto niente fino al 2009 quando ho aperto questo blog su splinder. Tutto quello che ho scritto finora lo trovi ora su questo blog di wordpress anche se non è aggiornato bene perché la trasposizione da splinder ha laaciato alcune frasi invisiblili ( la pagina del blog era blu e io spesso scrivevo in bianco e per leggere bisogna evidenziare il pezzo vuoto). Dall’inizio racconto una storia abbastanza lunga che da il titolo allo stesso blog quella è la prima cosa che ho scritto (ma la dovrò riprendere in mano e sistemare per bene).

      • Ho letto anche tutti gli altri commenti sui brani famosi e ascoltatissimi di quegli anni 70… Stamattina, alla radio hanno dato la PFM , Impressioni di settembre, per l’esattezza, e stato un momento bellissimo!!!!! Ti ricordi anche Emozioni di Battisti e poi tanti altri brani che hanno accompagnato la nostra, credo, adolescenza ….. Troppo belli ….

    • flame, io mi sto divertendo un mondo con questi post anche perché mi accorgo che gli amici condividono con me momenti che un semplice pezzo musicale rievoca come magia. Spero che si aggiunga ogni volta qualcuno. Tu hai accennato ai Pink Floyd e a Bob Dylan, poi hai aggiunto il progressive (ci ho navigato lì dentro), avrei mille proposte ma mi piacerebbe tanto sentire la tua perchè sono convinto che sarà una di quelle che mi piacciono un sacco.

      • Lo farò senz’altro 😉 ho un mucchio di “ricordi” in proposto. Ho mangiato (poco) pane e (molta)musica da adolescente, eheh. Buon inizio settimana.

  4. quella di Milva s’intitolava “flamenco rock” mi pare…? E di Adamo la mia preferita “affida una lacrima al vento”. E mi piacevano tanto gli “aphrodite child” e lucio battisti. ahahaha, e ti ricordi Moustaki, con quella faccia da straniero… o forse era un po’ dopo che avveniva tutto ciò…?
    Baci!

    • Eli un po’ dopo Flamenco rock ma non troppo lontane da Amo. Affida una lacrima al vento piaceva anche a me come del resto gli Aphrodite’s child, non parliamo di Lucio che ha accompaganto la nostra generazione per un decennio e anche più (sto preparando un post con una canzone a richiesta da una cara persona che vuole stare nell’anonimato).

  5. Anch’io avevo un mangianastri rosso di plastica dura e ricordo ancora a memoria la canzone che tu citi, Milva mi è sempre piaciuta moltissimo, fra i nostri preziosi dischi avevamo anche qualcuno dei suoi, a partire da Il primo mattino del mondo, che io e mia sorella sentivamo sempre. Un altro disco che preferivo era proprio Amo di Adamo. Come vedi, non c’è niente da scusarsi, caro falconier.
    L’altro ieri stavo per commentarti, ma sono stata interrotta e poi credevo di avere scritto il commento, stanotte sono venuta a controllare: scusa.
    Ogni amore sembra che passi, ma lascia il suo segno. Ne sono sicura. E i ragazzi di oggi non sono diversi da come eravamo noi. Nel ricordo, anche il dolore assume una soave dolcezza.

    • che bello, Domenica che mi hai ricordato il primo mattino del mondo, ora vado subito a riascoltarlo, è una vita che non lo sento più o meno 50 anni, la cantava mia madre mentre faceva i mestieri in casa. Grazie ancora.

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