e ti vengo a cercare, Re

E ti vengo a cercare


anche solo per vederti o parlare


perché ho bisogno della tua presenza


per capire meglio la mia essenza.


Questo sentimento popolare


nasce da meccaniche divine


un rapimento mistico e sensuale
mi imprigiona a te.


Dovrei cambiare l’oggetto dei miei desideri


non accontentarmi di piccole gioie quotidiane


fare come un eremita
che rinuncia a sé.


E ti vengo a cercare
con la scusa di doverti parlare


perché mi piace ciò che pensi e che dici

perché in te vedo le mie radici.


Questo secolo oramai alla fine


saturo di parassiti senza dignità


mi spinge solo ad essere migliore
con più volontà.


Emanciparmi dall’incubo delle passioni


cercare l’Uno al di sopra del Bene e del Male


essere un’immagine divina
di questa realtà.


E ti vengo a cercare
perché sto bene con te


perché ho bisogno della tua presenza.

Le dichiarazioni d’amore spesso sono parole banali e retoriche che comunque fanno sempre piacere alla persona cui sono rivolte, altre volte sono frasi che passano alla storia.

La prima strofa di questa canzone farebbe staccare i piedi da terra a chiunque il giorno di San Valentino.

Il proseguo del testo ci rivela un significato molto più spirituale, nascosto, un ‘introspezione dell’anima, una dedica molto dolce e piena d’amore a Dio.

Qual’è il Dio dal quale Battiato è misteriosamente attratto con tanta passione come qualcosa di indispensabile per comprendere il mistero della propria “essenza”?

Un Dio che fa parte della sua vita, un Dio in ascolto, che fornisca nel pane quotidiano ciò di cui si ha bisogno per soddisfare la ricerca della propria spiritualità, che liberi dalle catene della mortalità per trovare la perfezione che ci faccia assomigliare a lui.

Un Dio lontano al di sopra del bene e del male, ricercato da ogni uomo che ha bisogno di un cambio radicale, alla ricerca di un qualcosa che lo aiuti ad allontanarsi da un modo di vivere senza senso, sbagliato, da un mondo saturo di parassiti senza dignità.

Avvicinarsi al divino tramite la spiritualità è un cammino che ognuno di noi fa nella propria vita, anch’io mi sono ritrovato su questa strada in un periodo “speciale” iniziato nel ‘1992 e interrotto nel 2003 in seguito alla malattia che aveva colpito mia moglie e ad altre complicazioni avvenute all’interno della mia esistenza; interrotto ho detto non sospeso, perchè spesso mi ritrovo inconsapevolmente a nutrirmi dei silenzi che hanno dato il senso alla mia vita.

Ho avuto degli straordinari compagni di viaggio che da tempo non incontro ma sento ancora vicini; pochi, semplici, si contano sulle dita della mano, ognuno di loro mi ha arricchito ogni volta nella condivisione della propria esperienza meditativa.

A chi mi chiede cosa ottenuto da questa esperienza rispondo con una semplice frase:

Mi sento amato”

Qui potrebbe cominciare una spiegazione lunghissima o corta a secondo della persona che fa le domande ma nel ringraziare Stefano Re, questo ragazzo (almeno io lo vedo così nella fotografia, lo conosco da poco), che mi ha dato con la sua canzone sospesa l’opportunità di parlare di questo argomento, vorrei rispondere con un’altra canzone di Battiato quella che in assoluto preferisco, che un figlio vorrebbe ascoltare dal proprio padre o Padre.

Ed io avrò cura di te.

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12 thoughts on “e ti vengo a cercare, Re

  1. La cura non è una canzone. E’ una preghiera, è una magia, è la traduzione perfetta di ciò che chi ama davvero vorrebbe non solo ascoltare ma saper dire e soprattutto saper fare per l’essere amato… che sia padre o Padre, madre o Madre, figlio, fratello, sposo o sposa, o tutto questo insieme (evento eccezionale questo, da accudire come un bambino, un cucciolo, un seme che cresce). Come dice Massimo, è un capolavoro. E a proposito di canzoni d’amore, secondo me una delle più belle cantata da Battiato anche se non è sua ma di Alain Barrière è “E più ti amo”. Dice tutto, con una semplicità straordinaria e commovente. E vera.

  2. vero, sono post bellissimi. E qui ti sento particolarmente “ispirato”. Ma come optresti non esserlo con un soggetto così?
    Ma dio è lontano, nelle religioni monoteiste, e spesso manca la possibilità di riferirsi a quelle “forze intermedie” fra il tutto e l’uomo che invece sono state prese in considerazione dalle religioni politeiste. Forse che sono dentro di noi, come l’amore in tutte le sue sfumature infinite
    baci

  3. Battiato scava in sé e ci dona le preziosissime intuizioni metafisiche che nella sua meditazione sa cogliere.Immenso nella sua candida essenzialità in un concerto cui ho assistito nell’ultimo tour.Il sorriso lieve e minimale di un haiku che ci fa volare.

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