Ummagumma, sussurri e grida dal melograno

Ummagumma (1969 ) uno degli album più sperimentali della discografia dei Pink Floyd; per la prima volta si comincia a respirare una certa aria di progressive rock.

Un album doppio di cui il primo disco è registrato dal vivo e il secondo in studio di registrazione.

L’unico in mio possesso di questo gruppo storico, pagato sottoprezzo in un negozio che svendeva tutto il materiale musicale per cambio di gestione.       Che culo!

Ummagumma, il titolo si riferisce a un espressione in slang utilizzata per indicare l’atto sessuale.

Il giardiniere del melograno, il poeta dell’ Esplanade non avrebbe potuto scegliere diversamente nel consegnarmi la sua canzone sospesa.

Mi spiego meglio:

la mia conoscenza della poesia è poco più che analfabeta, balbetto appena le vocali e qualche consonante che nella parole di Massimo si presenta spesso a me come la lettera h espirata

hhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh

un lungo sospiro, quando la brezza accarezza i corpi nudi dei ragazzi allungati come lucertole al sole lungo le rive del fiume nei giorni della calda estate.

Massimo mi ha indicato il secondo brano del disco life:

Careful with that axe, Eugene

Cauto con quell’ascia, Eugenio

Trovare il senso a questa frase non è facile, visto che siamo in piena era psichedelica, anche se qualcuno ipotizza che le iniziali del titolo CWTAE siano l’acronimo di un corpo speciale dell’esercito americano. Se ciò fosse vero, si potrebbe pensare ad una visione allucinata in uno scenario bellico e suggestivo, tipico dei Pink Floyd.

Molto più probabilmente, il significato fu suggerito dall’acido lisergico e da chi sa quale altro tipo di additivo psicotropo.

Non mi sono mai fatto, non fumo e non mi sono mai ubriacato, perciò torno sui passi del mio analfabetismo espirando sensualmente la h per farvi comprendere cosa sia per me quell’ascia.

Un’atmosfera cupa, accentuata dal ritmo del basso arricchito da un fraseggio orientaleggiante dell’organo di Wright in un eco ipnotico e spaziale, l’arpeggio efficace della Stratocaster del nuovo chitarrista Gilmour e le percussioni, piatti e doppia cassa di Mason sfociano nelle urla raccappriccianti di Roger Waters.

Il grido disumano del bassista pronuncia il titolo della song indicando il cambio di marcia, il clima diviene claustrofobico, inquietante, fino alla sfumatura finale, quieta, quasi impalpabile in cui ad uno ad uno i musicisti si congedano, lasciando l’ultimo sospiro alla tastiera.

Sussuri e grida è il titolo di questo post, sussurri e grida per me è la sintesi della poesia di Massimo che ti accarezza e ti squarta come un ascia.

28 maggio 1974, non conoscevo ancora il poeta amico, mi piace pensare che mentre coi capelli a zero me ne stavo come un ramarro ai bordi di un ruscello alpino, lui più giovane di me con tanto di capelli alle spalle era nei prati lombardi a sussurrare parole che il vento ha trasportato e trasformato nel grido dell’aquila.

qui:28 maggio 1974 -(parte prima)

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22 thoughts on “Ummagumma, sussurri e grida dal melograno

  1. grandissimo Fausto!

    🙂

    nemmeno io mi sono mai fatto di niente, ma la psichedelia mi ha sempre affascinato, quel senso di mistero, quel procedere quasi ipnotico, quel lungo tappeto sonoro dove ogni musicista improvvisa e libera il proprio talento. Ecco, ancora oggi, dopo anni, me lo concedo spesso in cuffia, e mi scarica le tensioni come pochissime altro cose.

    a proposito, il fatto che mi fregi di scrivere “poesie” non significa che ci capisca di poesia, che sia una sorta di “esperto”
    e se fosse solo pigrizia la mia? in fondo una buona prosa, come le tue, richiedono tempo, cura, costruzione; e io sono moooooolto pigro

    🙂

    un abbraccio carissimo

  2. Ha ragione Cristina: poesia, prosa, musica, amicizia, davvero cosa potremmo volere di più? Ed insieme impariamo a scoprire, apprezzare e condividere gusti artistici diversi dai nostri. È una ricchezza incommensurabile, che ci apre vicendevolmente il pensiero potenziandolo.

    • aspirare la acca per me è sintomo di ansia
      espirare di piacere.
      per i bresciani e bergamaschi che vivono nei pressi del lago d’Iseo l’espirazione dell’acca è necessaria per esprimersi nei dialetti del luogo, anche se non conoscono questa song.
      per quel che riguarda l’ascia, dipende da cosa si intende per ascia e per acca.:))).

  3. Non ho capito molto questo post,perciò preferisco lasciare ciò che mi viene in mente a proposito di Roger Waters-Richard Wright

    “Noi e loro…
    E dopo tutto
    non siamo che uomini comuni
    Io e te…
    Dio solo sa
    che non è questo
    ciò che avremmo scelto di fare”.
    Ciao Falconier,Mirka

    • Us and them una morbida song dal mitico The dark side of the moon dal quale ho scelto “the great gig in the sky” come musica di sottofondo per il prologo del mio lungo racconto Al di sopra della cima degli alberihttps://falconieredelbosco.wordpress.com/2009/12/05/21825361/

  4. I miei pochi soldi della paghetta di allora…li “investivo” in questi primi dischi neri di vinile dei Pink Floyd, di cui adoravo il potere “metafisico”… nei bootleg di Bob Dylan, nei gruppi di progressive in via dei Mille a Roma.
    Certo poi compravo solo pantaloni di fustagno e poche altre cose a Portaportese e mi rivendevo i libri (già usati) ma vuoi mettere i viaggi mentali (senza ricorrere ad impasticcamenti vari) e i cieli che si spalancavano semplicemente ascoltando musica come questa? I soldi bastavano per porli ascoltare, quindi erano sufficienti 🙂
    E poi che ridere guardando i miei genitori che sgranavano gli occhi dicendo “Ma sarebbe musica questa?”
    Bellissimo leggerti, caro falconiere, e leggerVi (chi non lo direbbe leggendo Massimo?), belle anime piene di poesia!
    Un abbraccio cumulativo… Vado a leggermi un po’ del poeta del melograno ora.
    Paola

  5. Ho diciassette anni più di te Falco, ero all’epoca di cui parli in altre ambasce arrovellata, ma li ho vissuti per influenza mia figlia quindicenne li adorava, ed è un eufemismo, quanto a me ora recupero tante cose perse e proprio grazie alle tue proposte, che oltre ad essere belle e interessanti, sono presentate in un modo così entusiasta e accattivante, che anche se ho poco tempo le gusto una ad una…
    Vado a recupare ciò che ho perso qui sotto.
    Un sorriso

    • grazie Francesca, sei sempre molto cara con me, una sorella-amica solo più grande di qualche anno con la quale mi trovo molto bene. lasciamo la tua canzone sospesa, gradirò e proverò a farne un post come sto cercando di fare con tutti gli amici che passano in questa pagina.
      Nei link qui a fianco, poco più sopra del tuo troverai un immagine con scritto licheni, è un blog parallelo dove posto lavori a quattro mani, a volte collaborando con gli amici a volte invce solo prendendo a prestito le loro parole. Ho sempre poco tempo a disposizione ma sicuramente troverà posto una storia dove siamo insieme gli autori. Un abbraccione forte. Falconier

  6. ovviamente ummagumma ce l’ho. E il brano scelto da Massimo è uno dei miei preferiti. Aggiungo che francamente dubito che uno strafatto riesca a comporre musica tanto bella, ma se l’uso di sostanze era propedeutico, per così dire, alla ricerca di un’interiorità oltre il “limite”, allora non escludo…
    Che bei post!!!

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