Canzoni sospese

Sono le canzoni ascoltate un tempo

forse anche una volta sola

racchiuse in un giorno

in un’ ora

in un momento

e

a distanza di anni ritrovate e riscoperte.

A me è successo domenica pomeriggio con questa:

vi prego ascoltatela per essermi accanto e rivivere quando….

a cavallo degli anni ’70 tornando da scuola un pomeriggio di primavera, in attesa della corriera che mi riportava a casa, mi trovai come al solito con la faccia incollata alla vetrina del negozio dei dischi che per me era come l’El Dorado.

Avevo in tasca millecinquecento lire, risparmio di un mese per un sogno, un altro sogno da riportare nella mia piccolissima collezione di musica.

Sapevo già su quale sarebbe caduta la mia scelta: David Crosby -If I could only remember my name- che ritengo sia il migliore album tuttora in mio possesso, ma intanto scartabellavo tra le buste dei vinili per sentire al tatto tutta la musica che il negozio mi metteva a disposizione e tra le tante meraviglie il mio occhio cadde sulla copertina di Sing children sing di Leslie Duncan e chiesi al commesso di farmi ascoltare la traccia sulla quale avevo puntato il dito.

Una canzone che avevo ascoltato alla radio nella trasmissione Per Voi Giovani (qualcuno di voi la ricorda?).

Love song, una canzone d’amore come dice il titolo, interpretata dalla stupenda voce dell’autrice inglese, corista dei quotati session men che accompagnavano Elton John nei suoi primi lavori, contenuta nel bellissimo album Tumblewood Connection, una delle pochissime non firmate John-Taupin

L’atmosfera raffinata e rarefatta di questo canto, la voce allo stesso tempo dolce e potente, malinconica e vissuta, mi avevano letteralmente portato in un altra dimensione, come se i piedi non toccassero più terra.

Scelsi Crosby, naturalmente era deciso da mesi, ma l’atmosfera di quella canzone rimase con me, lungo la strada di casa  mi apparve un mondo diverso dal finestrino del pulman:

                                                                  Le parole che ho da dire

Possono essere semplici ma sono vere

Finché dai il tuo amore

Non c’è altro che possiamo fare

L’amore è la porta aperta

L’amore è la cosa per cui siamo venuti qui

Nessuno può offrirti di più

Capisci quello che voglio dire

I tuoi occhi hanno davvero visto

Dici che è molto duro

Lasciare alle spalle la vita che abbiamo conosciuto

Ma non c’è altro modo

E adesso dipende davvero da te

L’amore è la chiave che dobbiamo girare

La verità è la fiamma che dobbiamo bruciare

La libertà è la lezione che dobbiamo apprendere

Capisci quello che voglio dire

                                                        I tuoi occhi hanno davvero visto

Ora cari amici, lettori e passanti che vi siete imbattuti in questo post, mi è rimasta una gran voglia di conoscere la vostra canzone sospesa e sarebbe cosa gradita, un regalo speciale poter postarla qui, con o senza commento , sarà come se in quel momento sospeso nel tempo fossimo insieme a vivere la stessa emozione.

A presto!

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56 thoughts on “Canzoni sospese

  1. a dire il vero non ho ccanzoni in sospeso, ma capisco e ricordo benissimo la sensazione davanti al negozio di dischi, il mio miraggio era Ummagumma dei Pink Floyd, non era in vetrina in effetti, perché giù uscito da qualche anno. Un doppio, capirai, altro che mance ci volevano

    🙂

  2. trovare una canzone sospesa è un piccolo miracolo, un’improvvisa illuminazione retrospettiva che in questo periodo non ho avuto il piacere di… Cioè. Recentemente. Ma ogni tanto succede. Il rispuntare di un brano a cui non si pensava da anni. L’ultimo: Neil Young “old man”

    • bella scelta Eli, Harvest è il terzo album che ho acquistato (marzo ’72) e Old man è la mia preferita. Spero di riuscire a farne uno stupendo post (stupendo si intende lo sarà per me e forse per qualcuno altro …chi lo può sapere).
      Grazie intanto, ci sentiamo presto ho da raccontarti un po’ di cose.

  3. la mia casa aveva il profumo della musica sempre e fin da piccolissima ho avuto nelle orecchie canzoni e parole, una in particolare mi affascinava tantissimo ed è stato un piacere grandissimo risentirla dopo tantissimi anni mentre mia figlia la ascoltava a tutto volume è : song to the siren di tim buckley
    chicca

  4. http://www.youtube.com/watch?v=PVP_oe4nu2o
    Mario Del Monaco, Un amore così grande. Ero piccola, una bambina. Istintivamente il primo pezzo che mi è venuto in mente leggendoti, insieme ad una “botta” di enorme nostalgia. Ero a casa di mia nonna. Rimasi colpita dalla sua forza ed eleganza nell’interpretare il brano, quando lo vidi in una trasmissione televisiva, non ricordo quale (del resto c’erano solo 2 canali), cantava da una gradinata bianca, con gesti ampi e raffinati. E ogni volta lo cercavo, e m’incantavo a guardarlo e mimarlo. Mi faceva sentire una principessa.
    Buonecose

  5. Ho pochi sospesi, ho sempre comprato montagne di vinili e cd. Ma m’è venuto subito in mente un disco di Iva Bittovà che mi feci sfuggire a Praga e la versione di My favourite things di Sergio Mendes che ho cercato per anni e mi è stata regalata qualche mese fa.

    • bella scelta Aitan , del resto non avevo dubbi sui tuoi gusti da napoletano verace.
      Io possiedo la versione di Coltrane (tanti attribuiscono a lui questa canzone mentre in effetti è stata scritta da Hammerstein). A me da ragazzo piaceva molto anche la versione di Julie Andrews.

    • adoro questa canzone Crì, credo la più bella di Endrigo.
      Qualche mese fa, matteo il mio secondo figlio mi ha chiesto il titolo di una canzone da dedicare al suo amore colombiano, gli ho consigliato questa, ora appartiene anche a loro

  6. piaceva tanto anche a me Adamo, in modo particolare La notte. Avevo più o meno dodici anni e il fratello maggiore di un mio amico aveva la collezione di tutti i 45 giri di questo cantautore, poi la ragazza lo ha piantato e tutti i vinili neri sono andati a rotolare nella vigna del padre. La vigna c’è ancora i dischi no ma è rimasta la musica del ricordo.

  7. Mettete dei fiori nei vostri cannoni, credo sia del 1964. L’ho sentita due giorni fa dopo secoli alla radio, in auto, per caso, e mi ha riprecipitata indietro ad un episodio del 1977, come fosse oggi. Avevo 12 anni e facevo le medie, ero già un po’ strana allora. C’era una supplente di musica che per far passare un’ora ci aveva chiesto quale musica ascoltavamo. E dopo chi ascoltava gli alunni del sole e umberto tozzi ero arrivata io con bob dylan e fabrizio de andrè (quello che si lamenta, come diceva mia mamma) e mettete dei fiori. Oggi ne sorrido. Ma non dimenticherò mai le risatine dei compagni, e soprattutto lo sguardo in parte preoccupato e in parte di compassione dell’insegnante.

    • Cara Bianca aspettavo la tua canzone sicuro che fosse qualcosa di importante e di questo genere e spessore: una canzone senza tempo. Si sono cimentati in tanti nella sua interpretazione , questa della Voce è indimenticabile. Grazie del tuo contibuto e….ascolto con grande piacere nonostante i miei gusti musicali siano orientati verso altri orizzonti, ma quando una canzone è bella ….è bella e tu di musica ne sai qualcosa.
      A presto

  8. Benvenuta Elena!. il titolo della tua song è Proposta ed è del 1967, arrivata terza al festival di Sanremo, un bel successo che la inserì tra le canzoni di protesta di quegli anni. Lo dici tu , eri un po’ strana, in effetti trovo strano che dieci anni dopo il terremoto del ’68 tu ascoltassi ancora quelle canzoni (penso al Dylan di Blowing in the wind e ai primi De André di Tutti morimmo a stento e La buona novella). Per un momento ho pensato ad un errore e cioè che il tuo 1977 sia in realtà un 1967, ma gli Alunni del sole esordirono nel’69 con Concerto e Umberto Tozzi dieci anni dopo con donna amante mia (suo fratello Franco invece si fece conoscere nel ’64 con Gli occhi verdi dell’amore, una canzone gettonatissima).
    Comunque cara Elena la tua insegnante se ha riso doveva essere proprio un po’ scema e incompetente (Dylan e De Andrè hanno scritto e cantato una bella parte della storia della musica dei nostri anni). La canzone dei Giganti a me piaceva allora e la cantavo con tutti i miei amici di terza media alla gita scolastica alternandola con 29 settembre. Che tempi!
    Una domanda se posso: sei Elena di P&L?
    Un caro saluto

    • No, era proprio il ’77, ma io sono sempre stata e continuo ad essere un tantino fuori dal mio tempo… e forse dal tempo in generale, esageriamo va’. Non sono Elena di P&L, ti ho trovato perché scrivo poesie e leggo spesso il blog di Massimo Botturi e mi aveva incuriosito un tuo commento. Non ho un blog nè un sito perché non ho tanta dimestichezza con tutto l’ambaradan o forse non troppa pazienza, ma mi piace leggere e ogni tanto mi infiltro in quelli altrui. Posso annoverarti tra questi?

  9. il bello di navigare è giungere da qualche parte e mi fermo perché questo post e la sua musica mi attirano particolarmente
    la mia musica sospesa sopra i sogni di ragazzina fu senza luce dei Dik Dik, solo qualche tempo dopo la ascoltai in originale dai procol harum, e riascoltando adesso le due esecuzioni devo dire che quel complessino senza pretese ne diede una bella versione.

    • ciao, non è la prima volta che incontro il tuo avatar, sono passato sul tuo blog e mi è piaciuto lì quindi ti ho già messo tra i miei link.
      Senza luce o meglio A whither shade of pale è un classico che ho adorato ai tempi dei capelli lunghi, ne ho fatto la colonna sonora del settimo episodio di un mio racconto amarcord se vuoi leggerlo ti lascio il link http://ipiedinelpassato.wordpress.com/
      un caro saluto, a presto
      falconier

  10. Non è una canzone, è Knoplfer che suona la colonna sonora di un film, Hero. Mi ricorda un periodo felice della mia vita che associo sempre al suono di questa chitarra meravigliosa. E poi è una musica bellissima.
    La domanda del post è davvero originale!
    Un saluto


  11. Ecco la mia canzone sospesa. Era la sigla di una trasmissione radiofonica che andava in onda negli anni 50 alle 18, ogni giorno. Era il momento più felice di tutta la giornata. In cucina spostavamo il tavolo e mia madre, mia zia, mia sorella e io ballavamo al suono di quelle musiche da ballo che venivano trasmesse per circa mezzora. Tempi duri, tempi di miseria e niente divertimenti. Quella mezzora ci dava una felicità che non ho mai più provato Erano tantissimi anni che non l’ascoltavo, anche se le sue note non le ho mai dimenticate.. Mi è venuta in mente adesso e mi si sono riempiti gli occhi di lacrime.

    • grazie MTV la conoscevo ed ascoltavo anch’io alla radio alla fine anni ’50, la lasci de-cantare qualche giorno e poi vedo cosa riesco a tirare fuori. Un caro abbraccio. Ti sei già spostata sulle colline per il taglio degli ulivi?

      • Ciao Fausto! Oscilliamo tra Liguria e Piemonte: Abbiamo cominciato la potatura degli olivi e stiamo anche cominciando le prime semine nell’orto. Tipico di chi vuole fare tante cose, le facciamo tutte male!Un abbraccio e complimenti per la tua iniziativa.
        MT

  12. musica ruffiana:-) Adoro la musica, praticamente tutta anche se non ne capisco molto e soprattutto non ricordo un nome o un titolo, t’invidio moltissimo, sei molto preparato.
    Non ricordo una canzone sospesa, ovviamente,:) di solito la musica la fagocito fino a farne indigestione, e posso ascoltare lo stesso brano anche per un mese, però ti voglio lasciare questo piccolo dolce ricordo.

    Punta Marina agosto ’63
    Un esserino coi codini biondi, alto un soldo di cacio, come usciva dal mare chiedeva alla mamma di comprarle il gelato, ma la mamma, non se ne capisce la ragione, mentre la frizionava con vigore aveva sempre qualcosa da ridire…perchè era troppo tempo che stava nell’acqua, perchè prima doveva fare merenda, perchè ancora non era l’ora del gelato e cose così. Allora una volta infilato l’asciutto costumino rosso col pesce sulla pettorina, andava dal babbo e supplicare, perchè un gelato alla crema, dopo un bel bagno era proprio quello che ci voleva. Il babbo, che adorava viziarla e si vedeva, in barba ai borbottii della moglie la caricava a cavalluccio sulle spalle e forte e possente come un gladiatore si avviava al chiosco della spiaggia. Che bello osservare le cose dall’alto! Si vedevano cose mai viste. Il juke box, aggeggio che la piccola adorava, veniva caricato continuamente e la musica echeggiava ovunque per tutti i bagni. Ma soldo di cacio amava una canzone in particolare: Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte, che per fortuna gettonavano in continuazione. Una volta rimessa a terra questa cominciava a ballare, dimenandosi come i grandi della televisione, suscitando la tenerezza dei presenti che di solito le offrivano l’anelato cono alla crema, che però, nell’attesa che finisse di ballare, perchè non c’era modo di farla smettere fino a quando il pezzo era finito, si sarebbe sciolto cominciando a colare come tutti i coni che si rispettino. Il babbo quindi per evitare questo inutile spreco, inziava a leccare piano per evitare goggiolii cremosi. E lecca un po’ qui e lecca un po’ là, il più delle volte il gelato finiva prima che miniGinger finisse di ballare.
    La piccola ora è una signora matura che adora tuttora il gelato alla crema, non porta più i codini e non indosserebbe mai un costumino rosso con un pesce sulla pettorina. Ma se sente un pezzo frizzantino che le fa prudere i piedi comincia a ballare come una forsennata ovunque si trovi.
    Grazie Falco, Buona Pasqua a te e famiglia. Chissà che cose buone che hai preparato in questi giorni. Un baciotto

    • bellissimo il tuo ricordo .se mi dai l’assenso posto il tuo mini
      racconto integrando qualcosa di mio legato alla canzone di Morandi.
      Ora ne sto preparando una dove parlo di una argomento che assomiglia
      molto a l tuo , lo sto scrivendo proprio in questo momento, parla di
      quando andavo a letto a leggere Winnie the pooh ai miei due figli ,
      dovrei riuscire a postarlo entro domani e poi mi dedico al tuo (ti
      avviso quando sarà pronto).

      molti biscotti ,una quindicina di torte rusctiche ( mele , pere,
      amaretto, nocciole ,cioccolato e qualche altro tipo) e poi i ravioli
      bresciani quelli senza Bossi :). ( volgio dire senza carne solo grana,
      pane grattato e brodo).

      Auguri di buona Pasqua e a presto!
      Fausto il falconier

  13. Miodio mi sento male…dicono che si aumenta di peso nel periodo pasquale più che in quello natalizio. Ero perplessa, dopo questo elenco non lo sono più 🙂 Certo che mi farebbe piacere che questo piccolo ricordo legato al mio babbo adorato facesse parte di un tuo scritto, ma lo vorrei sistemare un pochino l’ho scritto con una gamba su e una giù, come si dice dalle mie parti.
    Mi dai ancora un pochino di tempo? Poco poco., giusto un ritocco qui e uno là.

      • Punta Marina agosto ’63

        Un esserino coi codini biondi, alto un soldo di cacio, come usciva dal mare chiedeva alla mamma di comprarle il gelato, ma la mamma, non se ne capiva la ragione, mentre col telo di spugna la frizionava con vigore, aveva sempre qualcosa da ridire…: Perché era stata troppo tempo nell’acqua, perché prima doveva fare merenda, perché ancora non era l’ora del gelato e cose così. Allora una volta infilato l’asciutto costumino rosso col pesce sulla pettorina, che le piaceva tanto, andava dal babbo a supplicare, perché un gelato alla crema, dopo un bel bagno era proprio ciò che ci voleva.
        Il babbo, che adorava viziarla e si vedeva, in barba ai borbottii della moglie la caricava a cavalluccio sulle spalle e forte e possente come un gladiatore si avviava al chiosco della spiaggia. Che bello osservare le cose dall’alto! Il juke box, aggeggio che la piccola adorava, veniva caricato continuamente e la musica echeggiava ovunque, trasmessa anche dai due altoparlanti fissati in alto sui pali della veranda del bar. Soldo di cacio amava una canzone in particolare: Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte, che per fortuna gettonavano in continuazione. Una volta rimessa a terra la piccola cominciava a ballare imitando le movenze dei grandi della televisione suscitando spesso la tenerezza dei presenti che di solito le offrivano l’anelato cono alla crema, a volte anche alla nocciola, come piaceva tanto al babbo…Nell’attesa però che finisse di ballare, perché non c’era modo di farla smettere fino a quando il pezzo era finito la leccornia si sarebbe sciolta cominciando a colare come tutti i coni che si rispettino. Il babbo quindi per evitare questo inutile spreco, iniziava a leccare piano per evitare gocciolii cremosi. E lecca un po’ qui e lecca un po’ là, il più delle volte il gelato finiva prima che miniGinger smettesse di ballare.

        Così mi piace di piu’. Grazie Falco a presto

    • Antonello ho come la senzazione di averlo già letto l’articolo che mi proponi, l’avevi già postato da qualche altra parte, forse ancora su filosofipercaso?
      Mi piace quest’album , indicami la canzone. Grazie
      faconier

  14. Ne ho tante, di canzoni sospese, ma quella che sempre viene a prendermi per mano e farmi cantare è “Down to you” di Joni Mitchell, nella versione del gruppo Colosseum II (sempre dagli ‘anni meravigliosi’). Si tratta della seconda traccia dell’album “Strange New Flesh”. Che sia in una posizione privilegiata in quella che solitamente chiamo ‘la colonna sonora della mia vita’, lo dimostra il fatto che ne possiedo il vinile dagli anni del liceo e il CD, che per anni è stato difficile trovare in Italia (chiesi a mia sorella di acquistarlo a Londra, qualche anno fa). Ascoltandola, comprenderai perché, a occhi chiusi ma con orecchio sicuro, ho scelto questa canzone. Grazie!

    • certo, quella è la versione cantata da Joni Mitchell; la mia preferita resta tuttavia la versione di Colosseum II, con Gary Moore alle chitarre e voce, Mike Starrs, voce, Don Airey alle tastiere, Neil Murray al basso, Jon Hiseman alla batteria.

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