5 . FIAMMATE 
Come  un vortice di tornado il suono della radio entrando dalla finestra della cucina mi risucchiò fino alla sua origine, il portico di Marietta.

Seduta sui gradini  sconnessi  che fiancheg-giando il vecchio pozzo portano alla loggia in legno e alle camere, c'era lei, la dodicenne.

I capelli neri tagliati alla maschio lasciavano scoperto il collo esile ed elegante di  Anna   che togliendo le conchiglie da una scatola di cartone per le scarpe le allineava per tipo e dimensioni sui gradini di pietra grigia  di Sarnico.

 

 La musica dei  Beatles la conoscevo  al primo ascolto e quando il breve giro di accordi  delle chitarre di Harrison e Lennon accompagnato dal basso di Paul e batteria di Ringo terminò, cominciai a cantare :

-Michelle ma belle sont le mots qui vont très bien ensemble , très bien ensemble..

  Mostrandomi un sorriso alzò lo sguardo  e continuò.

I love you, I love you,  I love you ,its all I want to say…

e dopo aver appoggiato il contenitore tintinnante  si alzò buttandomi  le braccia al collo  stringendomi forte. 

-Quanto tempo….. come sei diventato grande, come sei cambiato.-

-Anche tu… –

Una vampa di calore dal profondo dello stomaco mi arrivò in faccia con la velocità di un' esplosione facendomi arrossire come una fiamma.

-Parli l'inglese –

– Sì,  è il primo anno-

– Noi invece francese…ti hanno mollato finalmente…come mai dopo tutto questo tempo?

Anna abbassò il volume della radio e mi fece posto accanto a lei sul gradino.

Si stava bene in quelle ore pomeridiane estive all'ombra del pozzo.

-Mio padre è gravemente ammalato,  la mamma su mia pressante insistenza,  invece di mandarmi in colonia ancora con le suore, mi lascerà passare l'estate con la nonna.  Non c'è più niente da fare  per mio padre, la malattia lo porterà in breve tempo alla morte.-

-Mi spiace, stai soffrendo…

-Sarò sincera, ho frequentato talmente poco quell'uomo che non provo affetto per lui, anche se come dice la mamma è mio padre, non c'è stato nessun rapporto tra noi. Strappata dalle braccia dalla nonna e da questo paese dove vivevo serena pensavo di stare con loro, invece mi hanno  chiusa in collegio. Abbiamo passato insieme  poche  domeniche, perfino d'estate trovavano un  posto  per mandarmi in vacanza,  ma sempre lontano da loro. 

Come avrei voluto tornare qui… 

ma la mamma diceva sempre  non voglio che ti succeda quello che è successo alla  nonna,  perciò prima di venire qua  le ho promesso  che non andrò assolutamente  sul monte né con la nonna  né con nessun altro. 

 

I miei occhi guardavano verso il basso, il tempo aveva lavorato anche sul suo corpo. Dai cortissimi calzoncini in tela rossi sbucavano due gambe abbronzate e affusolate lisce come il velluto che ti veniva voglia di accarezzarle. Percorrendo il suo corpo verso l'alto, sulla la maglietta  bianca di cotone le punte dei seni scolpivano due  collinette.

L'ormone della seduzione  agiva  con  labbra carnose, occhi grandi e  nuovo timbro di voce.

Tornando con gli occhi su quel principio di seno incrociai il suo sguardo.

Un'altra fiammata.

-Lo hai notato anche tu che sto diventando grande vero?-

 Continuando  a parlare  con la stessa confidenza come se  fosse passata solo una notte dai cinque anni che ci avevano separato,  Anna mi  disse che era da poco tempo  diventata donna .

– Ho visto il sangue sai cosa significa?.-

 Annuii, lo sapevo. 

Il mio compagno di banco, figlio di un medico,  mi aveva mostrato un libro che spiegava chiaramente anche con illustrazioni molto esplicite le cose principali sul sesso.

 – Anche io sono diventato uomo sai cosa significa? 

 Lei sorrise.

– Sì , sì,  ho imparato tante cose in collegio dalle ragazze più grandi di me, lo so cosa fanno i ragazzi  per sfogare lo loro voglie. Siamo entrati nel mondo dei grandi….

In quel momento passò la nonna  :

– Guardali qua i due morosini  di nuovo insieme, sei felice Anna?-

I  fianchi della donna calamitarono il mio sguardo, immaginavo sotto i suoi vestiti  quello che avevo visto nella pozza del lupo e mentre lasciava il portico per andare nell'orto a portare il granoturco alle galline chiesi alla mia amica:

– Ma quanti anni ha tua nonna?-

– Non lasciarti ingannare da come si veste e come si pettina, lei si trascura ma ha un corpo ancora molto in forma, dovresti vedere quando si spoglia,  io l'ho notata ieri sera prima di andare a letto… carne soda.-

Anna aveva un linguaggio già molto più avanti delle ragazzine che conoscevo, le amicizie di collegio e di città l'avevano smaliziata.

Arrossii di nuovo imbarazzato, allungando il labbro inferiore soffiai per raffreddare il viso e vincere l'imbarazzo creato da un'altra vampata .

– La nonna e la mamma hanno partorito prima dei diciotto anni,  aggiungi i miei dodici, totale  Marietta ha meno di 50 anni, si dovesse tenere un po' come le signore di Milano farebbe girare la testa a molti uomini.

Mi scappò un ti credo bene. 

 

Passammo qualche pomeriggio a infilare collane forando  telline, patelle,  reginelle e torciglioni.

  Quando giunse la notizia della morte del padre, Anna  accompagnata dalla nonna tornò a Milano. 

Dopo qualche giorno Marietta tornò sola.

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