Il canto della bernarda

Blog foto: grammofono1701

2 ...come le bambole nude

Il sesso era tabù nella mia famiglia, non lo si nominava nemmeno. Personalmente non avevo mai visto le nudità di nessuno e non me ne ero mai fatto un problema.  Per me gli uomini erano quelli che avevano capelli corti e calzoni e  in chiesa  stavano  nei banchi davanti, le donne invece stavano dietro con lunghi capelli, veli e  sottane.

Anna era nata un anno dopo di me, io avevo fatto la seconda elementare, lei la prima l'estate  che sua nonna ci portò per la prima volta nel bosco.

Ci disse  di aspettarla all'ombra dei castagni mentre si infilava nella pajana , una graminacea dal fusto  lungo e sottile avvolto da una guaina come  foglia, che   cresce spontanea  sia  in luoghi aridi che paludosi. 
La nonna non sarebbe uscita dalla   fitta  vegetazione se non col suo bottino  di ovoli buoni dal cappellaccio rosso coi puntini bianchi da  friggere  in padella per la cena.
Avevamo tempo per giocare come volevamo ma ci eravamo distesi sull'erba a guardare le scie  bianche degli aerei  tracciate nell'azzurro del cielo.

Io faccio la pipì dissi e lei rispose anch'io e mentre si accucciava le chiesi perchè non stesse in piedi come me. Mi guardò stupita dicendo che non aveva il pistolino.  
Il mio zampillo e la sua cascatella avevano un suono diverso.

-Senti il canto della bernarda- .

Quando  si rialzò  mi fece vedere che in mezzo alle sue gambe non c'era niente. Mi avvicinai incuriosito e lei  le allargò bene per darmi la certezza della sua affermazione.  Mi abbassai per vedere meglio, toccare e capire,  erano gesti spontanei, privi di malizia, dettati dalla grande  confidenza che ci univa.  In quel posto lei era proprio come le bambole nude dei suoi giochi, provai un senso di fastidio e mi preoccupai pensando che  la cosa non fosse normale. 

Chiesi se non lo avesse detto a nessuno, cosa doveva dire rispose, tutte le donne sono fatte  così. Ridevo e non ci credevo e lei rideva di me e promise che mi avrebbe fatto vedere cosa c'era in mezzo alle gambe di sua nonna così me ne sarei reso conto che diceva la verità.

Tornati a casa mi fece avvicinare alla scala a pioli che portava al fienile e chiese alla nonna di salire a prenderle uno dei gattini che alloggiavano sulla paglia e quando Marietta fu quasi all'ultimo piolo Anna  disse guarda in sù , la nonna non porta mai le mutande, in effetti ora capivo perchè  non si accucciasse ma alzasse soltanto un pò le lunghe sottane nere quando doveva fare pipì quella selvaggia donna.
Quella sera vidi  e compresi che le donne là sotto sono fatte diversamente dagli uomini e soprattutto  che mi sarei dovuto fidare di tutto quello che mi avrebbe insegnato la mia piccola amica dai capelli neri.

segue….

Annunci

12 thoughts on “Il canto della bernarda

  1. Caro Falco, dovrai per forza descriverlo per bene questo canto, mi interessa il punto d'ascolto dei maschietti e l'interpretazione…forse la Bernarda neppure si rende conto di cantare…eheheh.

    frantzisca

  2. Mi ricordo

    Mi ricordo. M’arricordo. Tengo ottanni. Enzina sette e miezzo. Stammo pazzianno a nasconnere.
    Filumena, faccia a muro, inizia a cuntà. Il resto s’annasconne a ccà e a llà. Enzina me zennea e, fujmmo dint’o palazzo a 19. Dint’o vascio, sotto ‘o lietto, di sua zia Fortuna ‘a Ciaccessa(la chiacchierona). Me ienche di baci vavusielli ca sanno di fragolelle. Ciuciunea ‘ntrechessa. E, mette le mani miezzo le cosce. Miracolo!: ‘o pesce s’ ‘ntosta comme ‘na mazza.

    E, ce mettimmo a ridere.

    M’arricordo il primo giorno ' scola 'lementare. Dopo dieci minuti già stongo fujenno giù per le scale, miezz’a via. Aggia fa ambresso. Dint’e sacche arrepezzate si stà sciuglienno ‘o ghiaccio.

    Mi ricordo criaturo. Giocavo con i pensieri, e i giocattoli, rari: scappavano da tutte le parti. e io, dint'o suonno, a correre addereto 'na bicicletta.

    Ricordo l’asilo e a pranzo il piatto caldo e fumante. Ricordo lei, il suo nome no. Mamma sua la prendeva per mano e io con gli occhi l’accompagnavo fin dove svoltava il vicolo. Poi, di nascosto dalla mamma di lei e di mia sorella Tellina d’o mar’, che non so perché si faceva il pizzo a riso, con le labbra arricciate, le mandavo un bacio nell’aria. Poi, non la vidi più. Era di maggio, il mese in cui le famiglie cambiavano casa, e anche la sua famiglia cambiò quartiere. Ricordo…era la prima volta che piangevo per una femmina. Avevo pianto per il latte, il pane, le scarpe e ‘o cazone di colore cococzza.

    Ho fatto cadere il piatto con i piselli e, lei è venuta faccia a faccia vicino,vicino a me: mi ha offerto il suo e, mi ha azzeccato le sue labbra sulle mie. Poi, si è messa a ridere. Ca ridi a ffà, l’aggio ditto.
    Il mucco appiso, il sugo e le lacrime salate, ha detto ridendo ancora, pulezzandomi la vocca.

    Mi ricordo. M'arricordo. 'O mare nfunn'o core, e 'na voce dint'o scuro ca 'na voce sittu zitto roce roce diceva: Voca voca nunnarella 'o lupo si è magnato 'a pecorella.
     

  3. HAI RACCONTATO
    egregiamente le prime scoperte della diversità fra il femminile e il maschile e l'approccio a quelle diversità fatto con naturale disinvoltura dalla femmina, pudore avvertito come fastidio dal maschio.Bravo.Bianca 2007

  4. C'è bisogno di tempo, c'è bisogno di distacco, come quando fai una foto e ti sembra tutto normale, poi la riguardi dopo dieci anni e dici: come ero pettinato? Come ero vestito? È difficile capire le cose quando ci sei troppo dentro.
    fabio volo

  5. Beata innocenza, o per meglio dire passata innocenza, ora i bambini sono esperti di ogni cosa e del resto l'abbiamo voluto noi, che abbiamo pensato bene di istruirli: le informazioni ricevute da altri potrebbero essere fuorvianti.
    Mi piace la tua scrittura è fatta con garbo e dolcezza.

    buona giornata
    affettuosamente
    annamaria

  6. Ah, ecco, ora finalmente capisco anche perché si intitola Il canto della bernarda questo tuo riuscito racconto d'appendice in versione bloggistica.

  7. … le prime curiosità … le prime verità … solo tu sai raccontarle così semplicemente, così spontaneamente, così naturalmente come dovrebbero essere dette …
    Bravo Fausto!!!
    Un abbraccio
    Cristiana

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...