Il canto della bernarda

Blog foto: grammofono1701
1 . AVEVA UN BAVERO…

Marietta aveva un’anima gitana.

Uno dei suoi fratelli partì negli anni Venti per l’Australia, l’altro qualche anno dopo per la Francia, probabilmente non trovarono l’America e non tornarono più.

La sua frontiera erano i boschi del monte in fondo al paese, viveva praticamente là dalla mattina alla sera, alla ricerca di tutto quello che il luogo selvaggio poteva offrire, funghi, fragole, more, castagne, ciliegie, noci, nocciole, aveva imparato a fare trappole per catturare conigli, lepri e uccelli, tornava sempre con  l’orlo del   grembiule  in mano, nessuno le faceva caso e le chiedeva cosa contenesse quell’enorme fagotto, così non si accorsero neanche quando dai boschi tornò con  qualcosa dentro la pancia.

 Luigia non andava d’accordo con la madre e nel dopoguerra   fuggì di  casa    per andare a fare ” i servizi” in città.

Di cosa si  trattasse qualcuno cominciò a malignare quando negli anni Cinquanta   la videro tornare a casa con  una figlia.
Disse alla madre  che  gliela doveva crescere perchè in città non c’era posto per i bambini e lei dormiva in un sottoscala col suo uomo, così Anna visse con la nonna Marietta i suoi primi anni nello stesso cortile dove vivevo anch’io.

Nonna e nipote erano inseparabili, Anna la seguiva dappertutto, aveva imparato anche a camminare come lei standole dietro  come gli anitrini  seguono l’anatra,  aveva imparato ad accendere il fuoco, a cucinare, a spazzare la cucina e il portico, a mungere la mucca, così in poco tempo Marietta fu libera ancora di tornare nei boschi lasciando la piccola a custodire la casa.

Condividevo tante ore con quella bambina dai capelli neri, ci piaceva ascoltare la musica del vecchio grammofono, e quando la voce cantava:

aveva un bavero color zafferano e la marsina color ciclamino, veniva a piedi da Lodi a Milano per incontrare la bella Gigogin”

lei diceva con gli occhi lucidi, che era il suo papà quello lì della canzone. 

 

 

segue….. 

 

Annunci