Il lamento dell’albero di Yukio

*Non l’avete veduto?

Il sangue versato
 forma il nucleo delle maree

 
invano tinge i neri flutti,

sulla superficie 
nelle notti di luna ondeggia una rossa corrente

vaga intorno a queste piccole isole

ululando tristemente
 come una belva.

Il tremore della terra ha risvegliato l’anaconda,

pescherecci, automobili e case

origami di carta accartocciati

tralicci e ponti

stuzzicadenti tra le macerie.

 

*Una vita a cui basti trovarsi 
faccia a faccia con la morte


per esserne sfregiata e spezzata


forse non è altro
 che un fragile vetro.

 

Tredici corde tese
 su legno di paulownia

frecce scagliate nel cielo le note del koto.


*
Lacrime di dolore 
per la sincerità dei nostri sentimenti,


lacrime di dolore
 per la nostra morte 
rigano le guance del Volto di Drago.

Nocciolo nel guscio

 pugnale radioattivo
 pronto per l’harakiri

Lacrime contaminate

i petali di ciliegio a maggio.

Api bottinatrici impazzite

non torneranno all’alveare.

 

*Soltanto guardando in faccia
 la morte


possiamo comprendere
 la nostra autentica forza


e il grado del nostro attaccamento alla vita.

Il gallo dalla lunga coda tornerà a cantare sul torii vermiglio

chiamerà dall’isolamento Amaterasu
 la dea del sole

e il mondo sprofondato 
risorgerà dalle tenebre.







 

*Nella fervida speranza 

che possiate risorgere 
come uomini
 e come guerrieri.




* liberamente tratte dagli scritti di  Yukio Mishima

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17 thoughts on “Il lamento dell’albero di Yukio

  1. è molto bella….
    il suono del legno del koto mi porta echeggiamenti di tristezza…
    un pianto consapevole si leva…
    Amaterasu….veglia sulle acque nella notte.
    l'anaconda riposa nel profondo.

  2. Il mostro dei peggiori incubi nipponici, tanto da aver forgiato la parola tsunami,
    ha sconfitto il guerriero, gli ha fatto toccare col ginocchio la terra.
    Non ha sconfitto l'immensa dignità dell'uomo giapponese, però, neanche di fronte all'annientamento.

  3. Profondamente commossa dalla tua sensibilità, e lacerata da uno tsunami  che non fa altro che "rinverdire" altri tsunami che colpiscono giornalmente ognuno di noi…io madre monca sono lì con altre madri tra le macerie…in cerca…

    frantzisca

  4. È un bellissimo post di grande compartecipazione al dolore altrui, che diventa nostro e universale. Mi commuovono tanto i commenti che mi precedono, specialmente quello di Frantzisca, quando scrive: io madre monca…
    Mettiamo insieme tutte le ferite umane pre trarne sempre ancora una speranza e una rinascita.
    Tutte le donne e gli uomini sono madri di compassione.

  5. Ringrazio te e tutti coloro capaci, in questi giorni, di parlare del Giappone. E di parlarne, così. Non sono ancora in grado di scrivere un verso. Mi sento spazzata via con loro. Invece è giusto dire, come hai fatto tu.

  6. …e mai più si avrà ricordo d'una terra amica
    dove se il ciliegio fiorirà  sarà sempre corroso dal dubbio del "verme nucleare" da un Tiresia ingabbiato dalle SUE  visioni mai ascoltate veramente e del tutto..Ciao,falconier e…bravo! Bianca 2007

  7. Molto bello.
    Ti lascio un haiku scritto da Bokusoi (morto nel 1914), tratto dal seguente volume: J. Hillman, "Il piacere di pensare. Conversazione con S. Ronchey"
    *
    Una parola d'addio?
    La neve che si scioglie
    non ha odore.
    *
    Complimenti per il tuo blog,
    Subhaga Gaetano Failla

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