Il lemming é un piccolo roditore che popola le regioni artiche.
Si racconta che questo animale abbia la particolarità di riprodursi esageratamente ogni tre o quattro anni, dando origine a incrementi esplosivi di popolazione migrante, gli esodi della quale tuttavia, stando alle conoscenze attuali, sono stati esagerati dalle leggende degli abitanti della Scandinavia.
Si è parlato di eserciti di lemming che marciavano superando ogni ostacolo, masse migratorie che attraversavano i corsi d’acqua, irrompevano nelle città e finivano in mare. Con la volontà di trovare nuove terre per la sopravvivenza della specie, gli ostinati roditori non si fermavano nemmeno davanti alla forza delle onde, cercavano di attraversare anche l’oceano , finché esausti affogavano a migliaia.
Le osservazioni moderne degli scienziati hanno smentito le antiche leggende anche se è vero che negli anni di abbondanza si possono  vedere i lemming in zone dove abitualmente non si trovano. Quando il tasso di riproduzione dei roditori è molto alto, entrano in gioco fattori non ben chiari che diminuiscono il potenziale riproduttivo e ai quali si aggiungono epidemie e l’aumento della predazione, che in poco tempo fanno discendere da densità della popolazione a livello normale.
L’ antica  credenza popolare che i lemming si suicidino in massa nelle acque del mare o dei laghi per conservare la sopravvivenza dei piccoli non va presa alla lettera, ma allude però con sufficiente chiarezza ai meccanismi che la natura mette in opera per il controllo delle popolazioni di animali troppo prolifici.

Nel 1971 Peter Hamill leader del gruppo di rock progressive dei Van der Graaf Generator scrisse questa canzone dedicata all’esodo dei lemming, io vi propongo la lettura della traduzione con alcune piccolissime modifiche per una migliore comprensione, con l’intento abbastanza trasparente per una riflessione sulla situazione attuale in cui viviamo.

Stavo solo in cima al colle più alto,

guardai in giù, attorno a me

e tutto ciò che riuscii a vedere

erano coloro con i quali amerei stare,

che si gettavano ciecamente in mare…

Provai a chiedere che gioco fosse

ma sapevo che non ci avrei giocato.

La voce, come una, come nessuno, mi giunse:

Abbiamo cercato gli eroi

ed essi si sono trovati nel bisogno di offrirsi.

Abbiamo cercato a lungo su tutta la terra

ma non vediamo un’alba.

Ora abbiamo osato bruciare il cielo

ma ancora sanguiniamo.

Ci stiamo avvicinando alle colline

ora possiamo sentire la chiamata.

Le nuvole sono impilate in forma di montagne.

Non c’è via di scampo eccetto andare avanti.

Non chiederci una risposta ora, 

è fin troppo tardi per inchinarsi a quella convenzione.

Che strada è rimasta se non morire?.

Abbiamo rivolto lo sguardo agli Alti Re,

 li abbiamo trovati ancora meno che mortali,

i loro nomi sono polvere di fronte alla giusta

marcia della nostra giovane, nuova legge.

Con le menti che incespicano, ci precipitiamo

nell’oscuro portale,

nessuno può arrestare il nostro tuffo finale

dentro le fauci sconosciute.

E mentre gli Anziani battono le loro sopracciglia

sanno che è fin troppo tardi per fermarci,

perché se il cielo è seminato di morte

che senso ha prendere il respiro?.

– Espellilo!-.

Quale causa è rimasta se non morire

alla ricerca di qualcosa di cui non siamo ben sicuri?.

Quale causa è rimasta se non morire?

So che la nostra fine potrebbe arrivare presto,
 ma perché anticiparla?. 
Il tempo potrebbe finalmente dimostrare
 che solo i vivi lo commuovono  e
 non c’è vita nelle sabbie mobili

Sì, so che è 
fuori controllo, fuori controllo
. Macchine oliate scivolano sulle rotaie
, giovani menti e corpi impalati su picche d’acciaio. 
Ingranaggi strappano ossa, ingranaggi strappano ossa.
Mostri dalla gola di ferro stanno provocando le urla. 
La mente e la macchina inscatolano i sogni…

ma c’è ancora tempo.

Codardi sono coloro che fuggono oggi. 
La battaglia sta per cominciare, non  è una guerra con coltelli,
 si combatte con le nostre vite. 
I lemming non possono insegnare niente, 
la morte non offre speranze, 
dobbiamo cercare a tentoni
 la risposta sconosciuta,
unire il nostro sangue, arrestare l’inondazione, 
prevenire il disastro
. Ci sono altre vie che non urlare tra la folla 
cosa che ci rende solamente ingranaggi dell’odio
. Guardate al perché e al dove siamo. 
Guardate a voi stessi e alle stelle e infine
: Quale possibilità è rimasta se non vivere
, nella speranza di salvare
 i piccoli dei figli dei nostri figli?.

Quale scelta è rimasta se non vivere per salvare i nostri piccoli?. Quale scelta è rimasta se non provare?.

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