ottobre 1973

Ottobre 1973

Un uomo di una cinquantina d’anni apre la porta dello studio di Renata; prima di arrivare a Bologna dove vive la sorella è passato a Brescia come le aveva promesso, per ritirare il materiale elencato sul foglio che ha tra le mani. Sul soppalco la luce della finestra illumina il le-gno vuoto del cavalletto, c’è un pacco di fogli in ordine sul tavolino rettangolare, sfoglia e guarda con interesse e curiosità i disegni di volti e corpi. il soggetto raffigurato è sempre lo stesso: un essere del cielo, forse un angelo. In fondo ad ogni disegno è riportata una data, sono in ordine cronologico, novembre 71, marzo 72, mano a ma-no che scorrono i giorni, le immagini e i segni diradano, sembra vogliano sparire, dileguarsi, evaporare nell’aria. “Sono tanti, ha dedicato molto tempo a questo sogget-to, non riesco a capire se sono il ritratto di una persona reale o frutto dell’immaginazione. Una bellezza interiore sprigiona in questi lineamenti, non riesco a capire chi vuole rappresentare, chiederò a lei, intanto raccolgo tut-to e glielo porto a casa”.

Sul treno per Bologna osserva il paesaggio che scorre veloce fuori dal finestrino; nel cielo sulla pianura pada-na le nubi che si allungano come ali d’angelo assumono nella sua immaginazione le forme della figura disegnata sui fogli che porta con sè; le inquadra una dopo l’altra, le mette in fila, le schiera come soldati in adunata: lui è abituato in questo, da poco stato nominato colonnello comandante del 5° reggimento alpini.

Giugno 1974

Il furiere della 110 °Compagnia consegna una lettera al-l’alpino Stefano, sul retro c’è l’indirizzo del mittente: Mario di Bologna. Un ragazzo della sua età, studente li-ceale al quarto anno, si sono contattati attraverso le pagi-ne della rivista musicale Ciao 2001, è un’amicizia di carta che si consolida sempre più con lo scambio di testi delle canzoni, di opinioni sulle bands o cantautori, dischi da acquistare, concordano in fatto di gusti perciò si fidano su quanto uno consiglia all’altro. Si raccontano la loro vita di tutti i giorni senza andare troppo in profondità nelle confidenze.

Ciao Stefano, ti ringrazio per i testi di Shawn Phillips e di Crosby, avevi ragione, continuo a farli girare sullo ste-reo, ti mando i testi di “ Happy Sad” del grande Tim Buc-kley, quelli di “Blue Afternoon” non li ho ancora recupe-rati, anche se qui a Bologna è più facile trovare materiale che da voi, perciò continua a sperare. Scrivimi cosa pen-si di Frank Zappa,e dei Soft Machine. Nel tuo elenco ve-do che hai i testi di “H to He” dei Van der Graaf Genera-tor, la prossima volta mandami quelli. Grazie ti saluto, ho poco tempo e un sacco di studio in arretrato. Pico”.

Mario deve questo soprannome alla sua memoria, suona le tastiere in un piccolo gruppo bolognese che accompa-gna spesso spettacoli teatrali di avanguardia.

Rimarranno in contatto intenso per tutto il periodo di servizio militare, dopo il congedo la corrispondenza di-rada e Stefano lo informa del primo lavoro come re-sponsabile della produzione in una fonderia artistica,

del matrimonio con Neli nel ’78 e della nascita dei figli DanieleDaniele nel’80 e Mario nel ’84, e del suo ritorno nella forneria del padre e del fratello.

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10 thoughts on “ottobre 1973

  1. Hai scritto delle grandi verità: tutti commettiamo errori, ma se diventano occasioni di crescita ogni dolore è trasformato in gioia. L'amore dei genitori è sempre struggente e fedele, quale magnifica vitalità contiene in sè.

  2. "La discrezione è uno dei modi più difficili di amare."è verissimo, falco! l'ho sperimentato con tutti e quattro i miei figli.è difficile aspettarli fino all'alba sapendoli in viaggio in moto…difficile non intervenire quando li vedi sbagliare, sapendo che è loro diritto imparare dai loro errori…La cosa più bella è che Neli stia bene e Stefano la ami, ricambiato.

  3. @Grazie Mimma!@Cataldo lo so che ci sei come ci sono anch'io.@Barchetta questa canzone me l'ha fatta ascoltare proprio questo figlio difficile mentre impastavamo torte e lacrime.@Crì, sì , l'amore è sempre  più forte  e abita nella nostra casa.

  4. Essere genitore, lo sappiamo, non è facile, ma anche se i figli ritengono esagerate le attenzioni e le apprensioni, dopo nel tempo le apprezzeranno. Gli errori si commettono: non si può essere infallibili, l'importante è comprenderlo; l'amore ha sempre le porte aperte del suo cuore.Bellissimo scritto, complimenti.un caro salutoannamaria

  5. credo che riuscire a fare tesoro delle esperienze per imparare a vivere meglio, sia quella cosa che molti si ostinano a non chiamare cultura.Si dice della discrezione, del rispetto, Gibran scriveva che i figli sono il dardo della nostra freccia, non si possiedono, come non si possiede nessuna persona. C'è molto buon senso qui dentro, tanta saggezza, passami il temine forse un po' datato; ma è così.Un abbraccio Fausto

  6. L'amore è l'essenza della vita … e tu l'hai espressa molto bene con l'amore incondizionato nei riguardi dei figli … nulla si può o si deve forzare, alla fine l'amore trionfa sempre e in un modo o nell'altro le cose si sistemano.
    Molto bella la chiusa.
    Continuo a leggere a ritroso ciò che hai scritto.
    bye bye
    Cristiana

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