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Un’estate da cani, un pensiero fisso.

“Renata, dove sei?”.
  Nel mese di agosto ha frequentato  le lezioni di ripetizione con tutti i suoi compagni, in un’istituto  nei pressi del Carmine, dalle 8 alle 10 di mattina. Prima di tornare a casa, ogni giorno è passato allo studio. Tutto chiuso. Nessuno!

 “A chi posso chiedere informazioni, chi può sapere qualcosa, eravamo solo noi due in questa storia, isolati dal resto del mondo, l’antiquaria non sa niente, non l’ha più vista. Non posso certo chiederlo al nano, già mi ha inchiodato, ho paura ad affrontarlo per questo esame, anche se sono ben preparato.
Ho deciso, dopo l’esame lo affronto e gli chiedo informazioni, a costo di irritarlo e tirarmelo addosso, semmai faccio domanda di cambiare sezione, perderò i miei due grandi amici, Bernie e Neil, ma nell’altra classe conosco qualche elemento simpatico. Sì, farò così. ”

I compagni di classe lo aspettano al bar della scuola, insieme ricontrollano il programma e scelgono gli argomenti nel  caso il nano fosse così buono da lasciare scegliere a loro la prima domanda. Di solito fanno così.
Tutti hanno scartato “accenni al motore sincrono trifase” sia perché spiegato negli ultimi giorni, sia perché fa parte del programma di quinta assieme al motore asincrono e al trasformatore trifasi; forse  è proprio  per questo  che  l’insegnante che li ha preparati per questo esame ha saltato il ripasso di questo argomento.
Stefano  comincia ad agitarsi, quella parola “ motore sincrono trifase”  gli sta riempiendo la testa.
Comincia l’interrogazione, si va in ordine alfabetico, una domanda per ogni allievo, seguendo il programma.

Stefano è il tredicesimo, gli argomenti sono tredici, a lui toccherebbe proprio “accenni al motore sincrono”, l’agitazione si fa sempre pù forte, come i battiti del suo cuore.

E’ il suo turno, non sente quasi la domanda, è proprio quella, non riesce a partire, strascica le parole, il professore se ne accorge e comincia ad infierire, è il momento della vendetta:

“Non hai studiato eh!
Come hai passato le vacanze?
Ancora in giro per la città?
Vai, vai”.

L’assistente di laboratorio presente all’esame  va in aiuto del ragazzo:
“Parlami delle misure, con i metodi Righi e Barbagelata”.
E’ il suo argomento preferito, potrebbe ancora farcela, ma ha troppa confusione in testa, le lacrime sono all’orlo, cominciano a traboccare.
Abbandona l’aula.
L’assistente lo insegue fuori dall’aula:

“Fermati! Non buttare via un anno di scuola,prendi fiato, abbiamo quasi finito , ti richiamo, ce la farai di sicuro.”

“Grazie, ma il professore ha già deciso , non c’è più niente da fare per me .”

E’ vero! Il nano ha già deciso. Bocciato!

Stefano è già fuori, corre alla tangenziale, farà autostop per tornare a casa.

Si ferma una Renault 4:
“Salta su ragazzo!”. 
Parlano, il ragazzo si sfoga, racconta tutto, le pene della scuola e quelle dell’amore.
Il vecchio lo sta ad ascoltare e cerca di confortarlo come può. Nella vita saranno tante le difficoltà e le cose ingiuste da affrontare e combattere.

“Vai sempre incontro al  tuo giorno, e ogni tanto scuotiti la polvere dai vestiti. Non lasciarti andare mai, tieni duro e va avanti, vedrai, c’è una soluzione a tutto”.
Il vecchio è un anziano pittore di Palazzolo, che fa mostre in tutta Italia con un gruppo di artisti poco famosi come lui, di mestiere è imbianchino.
“Sempre a che fare con i pennelli ed i colori, lavoro e mi diverto. Il lavoro mi ha aiutato a crescere la famiglia e con l’arte ho passato i miei momenti di serenità. La vita va avanti così. Abbi fiducia nel domani. Promettimelo, e asciugati le lacrime. Sei un ragazzo in gamba , troverai la strada giusta, troverai l’amore .”

Stefano non ritornerà più all’istituto tecnico, ma frequenterà una scuola per recupero anni, l’anno seguente a luglio nell’ Istituto tecnico di Monza si  diplomerà perito industriale capotecnico specializzazione elettrotecnico con
38/60
un voto piuttosto basso, ma è fatta :

“Alla faccia del nano infame!”.

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