Aprile 1972

Blog foto: imagesLo studio è sempre chiuso, nessuna notizia, nessuno a cui chiedere informazioni, Renata è sparita, Stefano è  in tensione: 

“Si  è fermata dai genitori anziani,  forse  sono ammalati, a Natale il padre non era in buone condizioni, oppure è  partita per quel lavoro sul lago, ma è strano che non mi abbia informato. Il prof non alza lo sguardo su di me, è teso, deve essere successo qualcosa di grave, no, forse sto correndo troppo come sempre, devo imparare ad aspettare, ripasserò domani.” 

La tensione  si è trasformata in sconforto, poi disperazione, neanche l’antiquaria non sa niente :

“ E’ sparita,  il giorno dopo il sopraluogo alla villa mi ha chiamato dicendo che non se la sentiva di fare quel lavoro,  impegni famigliari, tutto qui, ma come fai a conoscerla? Se la rintracci dille di chiamarmi, mi faresti un grosso favore .”

Sono fioriti  i peschi, i ciliegi, i mandorli,  poi volando nell’aria i petali  cadono lasciando al loro posto i frutti a maturare . 

 

 

Maggio  1972
Blog foto: images  Le ciliegie  sono rosse.

 Maggio, le ciliegie sono rosse, si arrampica tra i rami ne raccoglie una borsa e le porta in città:
“Sentirà il profumo, gusteremo il sapore dei cinquecento cavalieri con la testa insanguinata e la spada sguainata” .
Non c’è nessuno. Lascia il sacchetto alla porta, e quando ritorna, non c’è più. Spinge il battente , è chiuso, sbarrato, qualcun altro ha gustato i frutti rossi. Non è rimasto niente, non ha niente di lei, qualche disco, girerà, girerà per tanto tempo. Da una copertina scivola la lettera, l’ultimo ricordo, la poesia, se l’era dimenticata. Spiega il foglio e legge, una, dieci, cento volte:
“Queste parole non le ha scritte a caso, voleva dirmi qualcosa, ma non sapeva come, la pioggia fuggitiva nella sera , su di noi , io  sono il grano  non  ancora verde, lei il fieno che patìsce la falce e trasloca. Un presentimento che si fa certezza. Non la rivedrò più”.

 

 

Giugno 1972, i tre giorni.
Blog foto: images In caserma.Stefano  è seduto di fronte all’ufficiale per il colloquio finale.

“In seguito alla visita medica, sei risultato idoneo per il corso paracadutisti se ti interessa compila questo modulo di ammissione”.
“No, grazie”.

“Hai ottenuto  un elevato punteggio al test attitudinale, puoi accedere al corso ufficiali di complemento che si fa ad Aosta, oltretutto ti risulterà utile anche per la tua carriera lavorativa, hai attitudini al comando? Ai sottotenenti viene affidato un plotone di soldati di leva, li devono istruire e comandare”.
“Mi piace comandare, ma non mi interessa , non ho ancora considerato il tempo del servizio militare, devo ancora finire l’istituto tecnico e  forse mi iscrivo all’università.  Queste decisioni le affronterò più avanti. Per cortesia non mi chieda anche del servizio A.C.S, il corso per diventare sergenti mi interessa ancora meno.Sono informato su tutto, ma è troppo presto”.

L’ufficiale un po’ seccato mette un timbro sulla carta davanti a lui :
“ Abile, arruolato, buongiorno!”.
Stefano ricambia il saluto, e scappa via di corsa; è il penultimo giorno di scuola, l’ultima ora di elettrotecnica, l’unica possibilità ancora di rimediare l’insufficienza.


L’insegnante  sta scrivendo sul registro, non alza neanche la testa, gli porge un foglio :

“Troppo tardi per rimediare, ci vediamo a settembre, questo è il programma per gli esami di riparazione” 

  “Ma, non posso sperare nel voto di consiglio? Ho appena la sua materia.”


“Col 4 non si va in consiglio”.

“Come 4! Lei mi ha dato 5  più  nell’unica interrogazione del trimestre”.


“Guarda qui, c’è un  bel 2 dell’altro ieri”.
"Ma ero alla visita militare".


“Avete sempre una scusa valida voi. Comunque non sei  il solo, anche quelli che ho interrogato questi giorni ti faranno compagnia a settembre, siete in 18”. 

“Ma profes…”

 
“Basta, vai, ho già parlato troppo con te.
   Fuori!   

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