Renata apre la borsa, toglie una busta da lettere, una di quelle che Stefano le ha regalato:

“Questo è il mio primo messaggio per te, amore,  sono le  parole della poesia che ho appena pronunciato,  non aprirla non ho scritto niente altro, tienila stretta e conservala nel cuore.”

Si incamminano, nell’aria un canto allegro, forse un’allodola, un richiamo per la compagna, c’è un nido da costruire insieme. Dai fatti avanti!

Un plaid scozzese steso sull’erba color inverno tra gli ulivi, una bella vista tutta attorno, qualche barca sul lago.
Hanno mangiato in silenzio, non c’è stata l’allegria del pranzo di nozze.

“Le parole della poesia  hanno fatto calare una malinconia su tutti e due,
      cosa c’è,
vuoi dirmi qualcosa?”

Allungata sull’erba,il capo appoggiato sul  petto del ragazzo che le accarezza i ricci neri ,guarda le strisce bianche dell’aereo  solcare l’azzurro:

“Se per un qualsiasi motivo, la nostra storia si dovesse interrompere diresti che ne è valsa la pena?”

Non la lascia continuare:
“Sapevo che prima o poi un discorso di questo tipo  l’avremmo dovuto affrontare. Spero che la tua sia solo una supposizione, mi sei piaciuta dal primo momento che ti ho conosciuta ma  mi sono detto non farti illusioni, non cominciare subito a costruire i tuoi castelli di carta, tra le nuvole,  se questo é l’ amore, il miglior modo per amarla è pensare di perderla.  Così ogni volta che ci   incontravamo mi sono comportato come se quella fosse l’ultima .

Ce l’ho messa tutta, sono stato me stesso, attimo dopo attimo, senza maschere né travestimenti. Sincero, sempre sincero. Lo so che tra noi si interporranno ostacoli difficili da superare, ma è meglio avere amato e perduto che non avere amato. 

Se fossi stato più grande e tu più giovane, ti avrei amata così?

Se fosse stato tutto più semplice, se la nostra storia non avesse dovuto stare nascosta all’interno di uno studio, ti avrei amata così?

Se la catena tra noi non fosse così tenace, ti avrei amata così?  

Ti ricordi il primo bacio sotto il vischio. Pensavo che non sarei mai riuscito a baciare una donna, perfino i miei amici mi prendevano in giro ,sempre ciao, sempre ciao, e i baci quando dicevano, ed invece è stato facilissimo, in quel preciso istante, era scritto così nel nostro libro. Il bacio  rimarrà per sempre sulle pagine della nostra storia, come dimenticarlo! Ora siamo qui, insieme, se sei felice  come lo sono io in questo momento non pensare al domani, non pensiamo a niente, dammi un bacio!”

Il sole scalda quell’anfratto, le due allodole hanno il loro nido nell’erba.
 

Lo accompagna fino a casa, fino all’inizio del paese :

 “Non preoccuparti, se mi vede qualcuno dirò che ho fatto autostop, ci vediamo martedì”.

 “Ecco cosa avevo scordato, per una settimana sono a Bologna, è da Natale che  i miei non si fanno sentire, vado da loro, ci vediamo alla prossima, ciao!”


 "Ciao, ti voglio bene” 

Si stringono la mano,
lei non la vuole lasciare,
la stringe forte e la bacia,
un ultimo sguardo.

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“E’ solo una settimana, mi sembrerà una vita intera, a presto Renata”.

L’auto corre verso l’ombra nera  dei monti della Maddalena, una nuvola scura copre ad una ad una le stelle del cielo, solo un punto brilla

              lontanissimo,             

             irraggiungibile,          

           una lunga distanza      

                 incolmabile,            

                    nel vuoto.              

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