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“Un pensiero per te,
prendo questo vasetto di vetro”

lo porta accanto alla finestra e da un sacchetto estrae un mazzetto di fiori, sono denti di cane appena sbocciati ,  sei  petali bianchi che si apriranno all’indietro mostrando un cuore giallo ricamato con un filo d’oro dal quale sfilano sei lunghi stami  rosa-viola e un pistillo bianco;   una corona di foglie oblunghe, glauche, verde azzurro, macchiate bruno porpora raccoglie questo fresco pensiero immerso in un sacchetto di cellophane pieno d’acqua.

“Hanno una vita breve” . 

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“Ma sono bellissimi, grazie, sono fiori di bosco, io da ragazza raccoglievo i bucaneve in questa stagione, dove li hai presi?”

Il pomeriggio precedente Stefano calzati un paio di scarponi si era recato alle pendici del Monteorfano presso una valletta
la Valle d’oro
oro come il colore delle primule che ne tappezzavano il pendio, così l’aveva battezzata suo cugino Gianni dopo avergli fatto fare il giuramento con il quale si impegnava a non rivelare a nessuno il luogo incantato. Erano bambini! Vivevano in un mondo particolare, al confine del reale, Gianni, un anno più grande di lui  era il regista delle loro giornate, delle avventure, dei giochi, diversi di quelli degli altri coetanei, giochi in cui la poesia e la commedia facevano da scenografia , testi , costumi, un mondo che non avrebbero più abbandonato negli anni anche se le loro strade correvano  in vallate diverse .

La valle non è  più la stessa, un vigneto  ne ha chiuso lo sbocco sul prato , c’è ancora il reticolato che ne impedisce l’accesso, come allora la fretta di varcare la breccia aperta tra le piante gli ha  graffiato le mani. Sul tappeto di foglie secche dei castagni spuntano in febbraio questi delicatissimi fiori..Un immersione nelle fresche giornate d’inverno nei ricordi di un dolce trovarsi dopo aver cercato a lungo nel regno del cuore le cose amate da bambino.

La sua anima batte le ali come il pettirosso in quel luogo dove giocava e sognava con Gianni.

Sul tappeto  dello studio come  le foglie e fiori nel vaso di vetro, i due innamorati si abbracciano e si amano a lungo.

“ Sai Stefano, la dolcezza che porti in te è frutto  della sensibilità tua e  delle persone con le quali hai vissuto o  che hai scelto come compagni dei tuoi giorni, sono felice di aver varcata la breccia della valle d’oro, ora anche noi abbiamo la nostra valle, stiamo attenti il filo spinato potrebbe ferirci, facciamo un giuramento perché nessuno la possa scoprire e  violare.” 
Un bacio, un giuramento del corpo, una cicatrice che porteranno per sempre.

La tenda chiude gli occhi della finestra su Brescia.  Poi li riapre.

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