La pittrice ha accompagnato a letto i genitori, si è congedata da loro con l’augurio di un buon 1972, hanno atteso in tre il cambio di calendario.
La mezzanotte è passata da poco.

 La tristezza avvolge come nebbia:
“Sono proprio diventati vecchi! In queste condizioni non saranno molti i tappi ancora da far saltare a fine anno per loro”.
Senza far rumore accomoda i bicchieri nel lavandino, toglie la bottiglia vuota, raccoglie le briciole dalla tovaglia, si siede, appoggia le braccia sul tavolo, abbandona  la testa tra le mani.
Il silenzio è padrone della stanza.
I pensieri cominciano a turbinare.

Foglie in un vortice d’autunno.

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“Cosa sto facendo della mia vita, quarant’anni, niente tra le mani,  non riesco a pensare ad altro che al bacio  rubato sotto il vischio, il bacio di un ragazzo non ancora ventenne. Potrebbe innamorarsi, se non lo è già, come lo sono io, è assurdo, l’affetto per un figlio che non ho mai avuto si è trasformato in pochi giorni in qualcosa che potrebbe diventare pericoloso per tutti e due.

Forse sto correndo troppo….
No, non è un’avventura , 
traspare una assurda verità, ci siamo innamorati e  con quel  bacio è come se avesse alitato in me il soffio della sua vita, sento dentro il suo respiro, e non voglio buttarlo fuori come il fumo di una sigaretta.  
Mi appartiene!.
Con la mente lucida potrei dire
“mi basta” ,
sarei felice al solo vederlo,  stare in sua compagnia, sentirlo parlare, poche ore con lui riempiono la mia giornata, la mia settimana, mi sembra di essere rinata con a fianco il mio scudiero.” 

 Un sorriso, l’immagine di lui in ginocchio…
ma ecco,  si alza e l’abbraccia , la stringe forte, forte, come lei vorrebbe essere stretta, come ha sempre sognato di essere abbracciata:  

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“ Per lui non può essere la stessa cosa, non si fermerà, quello non era il bacio di un bambino  alla madre, è molto di più.  Se continueremo non sapremo più fermarci, altro che madre e figlio, sono innamorata di lui come una ragazzina della sua età, no forse di più, sto perdendo la testa”. 

Le foglie staccate dai rami ruotano sempre più  finchè la velocità  le proietta lontano dal vortice, lasciando il posto ad altre foglie, altri pensieri.
Immagina una donna adulta e un  ragazzo a passeggio per le strade della città , mano nella mano, tra la gente.

Immagina i due che si baciano sotto il vischio circondati da una folla ammutolita.

Immagina i due innamorati seduti al tavolo di un ristorante affollato.

Immaginaimmaginaimmagina…  foglie lanciate lontano,  calpestate , sbriciolate dalle persone intorno.

Immaginaimmaginaimmagina… loro due soli, in luoghi appartati, lontano dal mondo lontani da tutti.
Dove?………………………………….
 
Un solo posto per loro : lo studio,  due sedie accanto alla stufa.

Un gatto selvatico lancia un urlo in lontananza nel buio. 
Due cavalieri si avvicinano mentre si alza il vento.
Due soldati di ventura, soli nel mondo, soli contro il mondo.
Nessuno è dalla loro parte.
Le pale dei mulini a vento  li sbattono  indietro ad ogni attacco.
E' molto di più di una battaglia persa :
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“Saranno tutti contro di me, alla mia età con un ragazzino, rovinare la sua esistenza, circuirlo, ingannarlo, prendersi gioco di lui e del suo giovane corpo… quante cattiverie”. 

Quel giovane corpo non lo ha ancora visto completamente, ma ora il solo pensiero  la mette in subbuglio…
"Forse è meglio fermare tutto, dare un taglio netto, siamo ancora in tempo, prenderò una scusa qualsiasi, un lavoro urgente, la malattia dei miei genitori è un’ ottima scusa per non farmi trovare, non ci dobbiamo più frequentare, gli farò un bel regalo, si dimenticherà in fretta di me…”

Non ci crede, non riesce a crederlo, non vuole crederlo : 

“Devo trovare un motivo per staccarmi da lui, per non pensarlo continuamente, per toglierlo dalla mente” 

Più pensa e più sente le braccia di lui attorno alla vita, attorno alle spalle, le sue labbra sulle soppracciglia, le sue dita tra i capelli neri . I pensieri corrono, corrono, la portano  a ciò che non è ancora avvenuto :

u12214671u12214671“Se qualcuno ci scoprisse, scoppierebbe uno scandalo, potrei finire sui giornali, come quell’insegnante e il suo studente qualche anno fa. Hanno girato anche un film sulla loro storia, cosa penserebbe la gente di me, cosa penserebbero i suoi amici, i suoi genitori…”

Fuori sta nevicando, grossi fiocchi scivolano sui vetri e coprono il davanzale, lentamente……………. lentamente………….. lentamente le palpebre si abbassano, i pensieri si fanno sempre più bianchi. Il vuoto accoglie la testa abbandonata sul tavolo il primo giorno di gennaio.
 

    Lontano
qualche centinaio di chilometri  Stefano conta i giorni che lo separano dal primo martedì di uno splendido anno nuovo:
"Avanza 1972,
vieni avanti sono pronto!"

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