A proposito di soldi…

Blog foto: images

«Lavoro? Per me è un’esperienza nuova, credimi, scusi correggo, mi creda, non ho pensato neanche per un mi-nuto ai soldi, anche se ho appena finito di parlarne».

Renata divertita replica: «Innanzitutto ti devi abituare a darmi del tu. Facciamo un patto, non salti più nè panino nè pulmino, se lavoreremo insieme ti do i soldi per i tuoi ellepì, le riviste, un maglione, una camicia, un paio di jeans, quello che preferisci».

«Io non chiedo niente, ma se lo fa per non sentirsi in de-bito con me, faccia come vuole ma sarebbe meglio nien-te da indossare; cosa direi a mia madre, non capirebbe, non sarebbe d’accordo, troverebbe mille scuse per dirmi di no. Il patto sarà tra me e te, nessuno deve sapere che vengo allo studio. Sarà il mio segreto. Se vuoi puoi dar-mi qualche soldo per l’acquisto di un disco, quando lo decidi tu, sarebbe la soluzione migliore, sono appassio-nato di musica».

«È troppo poco, vedrai come ti annoi, ti stancherai pre-sto a posare. Ma va bene per ora, vedrò come regolarmi in seguito. Sta bene anche a me tenere nascosta la tua presenza qui. Sarà il nostro segreto. Il frutto della nostra collaborazione lo vedrà il futuro. Piuttosto non ti inte-ressa sapere cosa voglio raffigurare?.Facciamo un gioco, se indovini o ci arrivi vicino, vinci un disco che sceglierò per te».

«Lasciami pensare. Fin da piccolo il mio sogno è volare, anche di notte sogno spesso di staccarmi dal suolo, il de-collo è difficile, faccio un grande sforzo per lasciare tutti a naso in sù, poi, quando prendo quota, parto a velocità folle, anche se nella realtà la velocità mi fa paura. Mi pia-ce l’aquila, il silenzio, il cielo, vorrei cavalcare la tempe-sta, scivolare sull’arcobaleno, ho sempre la testa fra le nuvole, anche a scuola mi richiamano di continuo fin dalle elementari. La mia intuizione arriva fino qua. Non saprei cosa vuole raffigurare».

«Mi dai un po’ del tu e un po’ del lei, fai come vuoi. La mia prima idea era Narciso che si specchia nella fontana, ma quando ti ho visto piombare in Piazza Loggia ho pensato a Icaro, conosci il racconto?».

«Si, è la storia di un ragazzo al quale il padre incollò sul-la schiena con la cera due ali di piuma per farlo fuggire dal labirinto, ma poi è caduto perché si è avvicinato troppo al sole».

«Bravo, prendi quel libro posato sul tavolo, aprilo dove ho infilato un pennellino, c’è la storia completa di Icaro. Leggiamola. Potremo trovare alcuni suggerimenti utili».

«Va bene, leggo io, lei si metta seduta sul divano, io sto al cavalletto, ecco, appoggio il libro e leggo la bella sto-ria. Silenzio e attenzione prego:

Ad Atene nacque il primo uomo che scolpì la pietra, che cesellò i metalli, che insegnò le leggi dell’architet-tura. Si chiamava Dedalo e fu un artista incomparabile… ma quando il povero padre giunse a scolpire l’episodio della sua fuga dal labirinto e la morte di Icaro, le mani gli tremarono di commozione, il bulino gli cadde a terra e l’opera rimase incompiuta a quel punto.

«Bella storia, credo di aver qualcosa in comune con Icaro». «Sono convinta, lascerò Narciso sulle sponde dello stag-no. Hai vinto il premio, sarai Icaro. Cominciamo martedì se ti va bene, alle tre. Ora andiamo, ti accompagno alla fermata della corriera. A che ora parte la coincidenza?». «C’è ne una alle 4 e venti, una alle 5 e mezza e poi alle 6 e dieci, 6 e mezza, 7 e un quarto, che ore sono adesso?». «Sono quasi le quattro, il primo non lo prendi più, fai in tempo per quello che parte dopo se andiamo subito». Mantello, giacca, sciarpa al collo, berretto, tracolla, uno sguardo allo studio, chiudono a due mandate il portone e sono in strada. Camminano fianco a fianco, lui fatica a rallentare il passo, Renata non è lenta, anzi ha una buo-na falcata ma lui sta sempre più avanti degli altri quan-do va in giro; è la sua voglia di arrivare anche se non sa dove e perchè ha sempre questa fretta. Arrrivati sotto i portici di Via Zanardelli, Renata lo blocca: «Aspettami un attimo qui, devo ritirare una cosa in questo negozio». Nei pochi minuti d’attesa Stefano osserva un gruppo di hippies seduti sullo scalone del Teatro Grande: una ra-gazza suona un piffero accompagnata dal suono di due chitarre, un’altra danza sollevando con le mani a destra e sinistra i lunghissimi capelli coronati da una piccola ghirlanda di rametti verdi e bacche rosse. Nei suoi movi-menti, espande l’irresistibile sensualità del profumo Patchiuli esprimendo il desiderio di superare i limiti posti dalla natura e dalla società per trovare nuove vie, conciliando i due attributi della gioventù: la prepotenza fisica dello slancio ormonale e le grandi aspirazioni idealistiche della stagione di quei primi anni Settanta. “Eccomi, ho fatto in fretta, non aprire la busta, è una sorpresa per te, sono sicura che ti piacerà, forse non subito, ascoltalo in tutta tranquillità e tanta attenzione» «Non resisto, la aprirò in pulman, leggerò tutto quello che c’è scritto, autori musicisti, testi; di solito faccio così, comincio l’ascolto con le mani e gli occhi; do molta im-portanza alle illustrazioni sulle copertine degli albums». «Ti dispiace se ci salutiamo qui, devo fare alcune spese per lo studio, e… per la cena ». Una luce si spegne negli occhi verdi della bella signora, Stefano l’ha notato. «Non so come ringraziare per questo regalo e per il bel pomeriggio passato allo studio, ma cos’era prima di di-ventare il tuo studio, a me ha dato l’impressione che prima della ristrutturazione potesse essere una chiesa». «Sì, era una piccola chiesa. Vai ora, ci vediamo martedì». «Ciao, a martedì». Dietro front, un salto sulla strada e via attraversa la piazza Vittoria e in un attimo scompare.

Affondato nel penultimo sedile del pullman, Stefano apre la busta, strappa il cellophane e legge –Stravinsky– (1882.1971) La sagra della primavera – Quadri della Rus-sia pagana.La musica classica non è il suo genere. Osserva le mani del direttore d’orchestra; da come tiene il pollice si direbbe che la bacchetta sia manovrata dalla mano sinistra. Cambia idea, gli piacerà quel disco, è sicuro che gli piacerà. Dirà a casa che glielo ha prestato l’insegnante di italiano, in verità quando ha chiesto se le piaceva la musica contemporanea, intendendo quella ascoltata dai suoi coetanei, lei ridendo, come quando vuole prenderli un po’ in giro ha risposto “Certo, hai mai ascoltato Stravinsky?».

Annunci

12 thoughts on “A proposito di soldi…

  1. sei fortissimo, Fausto!Catturi l'interesse dalla prima all'ultima parola.e si sente tutta la tua verità… inveramento direbbero gli addetti ai lavori, ma io sono soltanto una che prova un immenso piacere a leggere la vita raccontata come fai tu.ciaocri

  2. Uno scorrere incalzante che cattura, una cronaca narrativa piacevole. La vicenda prende quota dall'inizio alla fine.E' bello leggerti.un caro salutoannamaria 



  3. com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire//seguo con passione questa storiae tu scrivi sempre molto ma molto beneciaoun abbraccio

  4. Sì che scrivi molto bene, altrimenti non mi vedresti qui, stanne sicuro…bella penna…a prestissimo spero.un abbracciofrantzisca

  5. STRAVINSKY,il musicista che cercò di sconfiggere il tempo attraverso un'ordine (perfetto) di numeri ben sapendo che qualcosa gli sarebbe sempre sfuggito.E noi lo seguiremo seriamente e con qualche dubbio (bonario)  ben sapendo che il Tempo sarà sempre un'Indeterminato che sfoga con le stelle fatte di lusinga  fugace di un 'Eros sollecitato in un'enigmatico fluire…Complimenti.Scrivi da prendere.Bianca 2007

  6. aspetto, aspetto, e poi arrivo tardi…e vabbèche dire?poche storie, scrivi benissimo, per quello che ne capisco, di sicuro mi piace tantissimo la tua scrittura, una tensione giusta, senza cali, ne sbalzi di alcun genere…bravissimo faustocià

  7. Eh ma che meraviglia! Che bel tuffo nel passato, e che passato! Gli hippies, gli LP…..Bellissima la storia, scorre che è una meraviglia. Linguaggio apparentemente semplice nel senso di poco sofisticato ma di grande impatto.Insomma leggerti è un piacere.A presto dunque! Un caro saluto (grazie per il commento)Rossella

  8. Arrivo in ritardo, assenza giustificata per cause di forza maggiore.E ritrovo la musica dei miei anni colorati.Sei bravo, ma te lo hanno già dettoPatrizia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...