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“A proposito di soldi, cosa vorresti  per questo lavoro?”

“Lavoro? Per me  è un’esperienza nuova,  credimi!   Mi creda!   Non ho pensato neanche per un minuto ai soldi, anche se ho appena finito di parlarne”

Renata sorride,  si trattiene, la fa divertire questo ragazzo, non vorrebbe offenderlo:

 “Facciamo un patto, non salti più nè panino  né pulmino, se lavoreremo insieme ti do i soldi per i tuoi ellepì  e le riviste  oppure  un maglione,  una camicia,  un paio di jeans, non so  cosa preferisci…

Niente da indossare, cosa direi a mia madre, non capirebbe, non sarebbe d’accordo, troverebbe mille scuse per dirmi di no! Il patto  sarà tra me e te soltanto, nessuno deve sapere che vengo allo studio. Sarà il mio segreto. Vuoi darmi proprio qualcosa? Qualcosa  per un LP di tanto in tanto, quando lo decidi tu, mi andrebbe benissimo.Sono appassionato di musica!”

“E’ troppo poco, vedrai come ti annoi, ti stancherai presto a posare per me.

Ma va bene  per ora,  vedrò  come regolarmi.  Sta bene anche a me di non dire niente a nessuno. Sarà il nostro segreto.Il frutto della nostra collaborazione lo vedrà il futuro.

Piuttosto non ti interessa sapere cosa voglio raffigurare?…
Facciamo un gioco, se  indovini o ci arrivi vicino, vinci un  disco che sceglierò io”

“Uhm,uhm,  fin da piccolo il mio sogno è volare, anche di notte sogno spesso di staccarmi dal suolo, il decollo è difficile, faccio un grande sforzo, voglio lasciare tutti a naso in sù, poi quando prendo quota, parto a velocità folle, quando invece nella realtà la velocità mi fa paura! Mi piace
l’aquila,
il  silenzio,

il  cielo,
cavalcare la tempesta,
scivolare sull’arcobaleno…. ho sempre la testa fra le nuvole, anche in classe mi riprendono continuamente , fin dalle elementari… la mia intuizione arriva fino qua..  non saprei …  cosa vuole ritrarre…”

Volevo raffigurare Narciso che si specchia nella fontana, ma quando ti ho visto piombare in Piazza ho pensato a  Icaro,  conosci  il racconto?”

“Si, è la storia di un ragazzo al quale il padre incollò  sulla schiena con la cera delle ali di piuma  per farlo scappare da un labirinto, ma poi è caduto perché si è avvicinato troppo al sole. E’ questa, no?”

“Bravo! Guarda quel libro posato sul tavolo, aprilo dove ho infilato un pennellino, c’è la storia di Icaro, me la vuoi leggere?”

“Va bene, però lei si metta seduta sul divano e sto io al cavalletto…ecco, appoggio il libro e leggo una bella storia. Silenzio, tutti attenti:

Ad Atene nacque il primo uomo che scolpì la pietra…

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…. e l’opera rimase incompiuta a quel punto

“Bella storia, ho qualcosa in comune con Icaro,cosa pensi?” .                                                   “Ora sono più convinta, lascerò Narciso  sulle sponde dello stagno.Hai vinto il premio, sarai Icaro, cominciamo martedì se ti va bene, alle tre. Ora andiamo, ti accompagno al pulman, a che ora hai la coincidenza?”.
“C’è ne una alle 4 e venti,una alle 5 e mezza e poi  alle 6 e dieci,6 e mezza, 7 e un quarto, che ore sono?”.  
“Quasi le quattro, il primo non lo prendi più, fai in tempo per quello successivo se andiamo subito”.  
Mantello, giacca, sciarpa al collo, berretto, tracolla, uno sguardo allo studio, trac-trac, chiusura del portone a due mandate e sono in strada. Camminano fianco a fianco, lui fatica a rallentare il passo, Renata non è lenta, anzi ha una buona falcata, ma lui sta sempre più avanti degli altri quando va in giro, è la sua  voglia di arrivare.…..ma dove? Sono  sotto i portici, davanti all’entrata del negozio di articoli musicali:
 “Aspettami qua, faccio in un attimo”.
Cinque minuti.
Stefano osserva un gruppo di hippies seduti sullo scalone del  Teatro Grande, hanno alcune chitarre, una ragazza suona un piffero, un’altra danza ondeggiando nel suo mantello, solleva a destra e sinistra i lunghissimi capelli coronati da una piccola ghirlanda di rametti verdi e bacche rosse. L’irresistibile sensualità del  Patchiuli esprime il desiderio di superare i  limiti posti dalla natura e dalla società per trovare nuove vie, conciliando i due attributi della gioventù:  la prepotenza fisica dello slancio ormonale e le grandi aspirazioni idealistiche.

“Eccomi, ho fatto in fretta, non aprire la busta, è una sorpresa sono sicura che ti piacerà, forse non subito, ascoltalo con attenzione”
“Non resisto, la aprirò in pulman, e mi leggo tutto quello che  c’è scritto, autori musicisti, testi, di solito faccio così,  comincio l’ascolto con le mani e gli occhi, per me  sono importanti le copertine degli albums”
“Ti dispiace se ti saluto qui, devo fare alcune spese, per lo studio, e… per la cena.
La cena. Una luce si è spenta nei suoi occhi verdi, Stefano l’ha notato.                      “Assolutamente, non so come ringraziare, per questo regalo e per il bel pomeriggio che ho passato allo studio, ma cos’era prima della  ristrutturazione …una chiesa?”
Una risata cristallina: 
“Vai, ci vediamo martedì alle tre”
gli accarezza il volto,  lo guarda .
Dietro front, un salto sulla strada e via attraverso piazza Vittoria, in un attimo è scomparso.
In fondo al pulman, quasi nascosto dal penultimo sedile, nessuno lo deve disturbare ora, Stefano apre la busta strappa il cellophane e guarda :                                                                 -Stravinsky- (1882.1971) 
-La sagra della primavera –
– Quadri della Russia pagana-  

“Musica classica. Non è il mio genere…”
Guarda il direttore d’orchestra, le mani alzate, da come tiene il pollice si direbbe che la bacchetta è manovrata nell’aria dalla mano sinistra. Ha già cambiato idea:
“Mi piacerà, son’ sicuro che mi piacerà.Dirò che me lo ha prestato l’insegnante di italiano, in verità quando  ho chiesto se le piaceva la musica contemporanea, intendevo  quella  che ascoltiamo noi giovani, lei ridendo, come  sembra fare sempre, quando vuole prenderci un  po’ in giro mi ha risposto :
“Certo, hai mai ascoltato Stravinsky?”.

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