Blog foto: images

La biblioteca del reparto è una stanza con una parete di volumi , faldoni e cartelle cliniche, dalla finestra del terzo piano guardo il giardino sottostante,
al di sopra della cima degli alberi,
al di sopra della cima degli alberi,
al di sopra della cima degli alberi.

Sento dei passi dietro di me :
“Buonasera, lei è il marito della signora della stanza numero 3” 

 “Sì, buonasera” , gli stringo la mano. 

 “L’esame del midollo ha stabilito la  leucemia di sua moglie, è del tipo Promielocitica acuta.  Questa parola fa sempre paura,
fino a pochi anni fa, per questo  malattia c’era poco da fare, ora è stato sperimentato questo nuovo protocollo di cura, a base di un farmaco, il Vesanoid; in buona percentuale porta alla remissione completa” 

“Cioè ? ” 

“Alla guarigione”.
I miei occhi si illuminano.

“Ma devo essere franco con lei, il ciclo di terapie è molto forte, durerà quattro settimane qui in ospedale, e se tutto procede bene, seguiranno sei cicli mensili di chemioterapia e poi due anni di cure di mantenimento.  E’ fondamentale superare queste due prime settimane altrimenti non ce la farà, è arrivata qui in situazioni estreme, i valori del sangue sono al minimo, avreste potuto trovarla morta in casa!”

Una leggera oscillazione, una vertigine, per un momento tutto mi ruota attorno, il medico mi sorregge delicatamente : 

“Sù, sù, ho dovuto essere franco, preferisco non illudere le persone, quando si conosce la gravità, si affrontano meglio le battaglie. Coraggio ce la faremo! Avete due figli a casa che stanno diventando uomini. Hanno bisogno di voi, di tutti e due,  una mamma e un papà”. 

Lo abbraccio. Il padre si è lasciato andare come ha sentito nominare i suoi figli.

Nelle forti braccia del dottore, libero la tensione di quella lunga giornata .

“Si sieda un momento, , si lasci andare senza vergogna, non sempre  si riesce a stare a muso duro, a volte la vita ti sommerge e vorresti fuggire via, ma lei è responsabile, è un buon padre…”

“Chi è un buon padre? Uno che dovrebbe dare un buon esempio? Ce l’ho messa tutta, ma quanti sbagli, non ho capito che i figli sono personalità autonome, li ho soffocati con la mia presenza, con la mia esuberanza, mi sono infiltrato troppo nella loro vita, non sempre sono riuscito a comprendere che gli spazi che si ritagliavano dovevano essere esclusivi per loro, ho proiettato su loro le mie paure, le frustrazioni, le non realizzazioni. Ho sempre  mostrato loro la parte migliore di me e forse cercando di imitarmi si sentivano perdenti in questa gara , forse umiliati si sono sottratti  accontentandosi di vivere. Non sempre i padri riescono ad essere un buon esempio, spesso sono  piccoli uomini , ragazzi adulti  in un ruolo più grande di loro.”

“Quello che più conta è un gesto d’amore, e non mi dica che si è risparmiato; un figlio accetta gli errori del padre, senza giudicarli, perché un giorno si troverà nella stessa difficile situazione. Un buon padre è chi continua a essere padre anche senza le risposte del figlio, è un  tetto che ti protegge e continua ad esserci anche se sei lontano , un figlio perduto,  e non riesci a trovare la strada di casa.”

“ Lei dottore deve essere un bravo figlio, chissà come sarà orgoglioso suo padre di lei”

“Io non ho vissuto con mio padre, non ho provato  neanche il piacere della mamma di averlo accanto solo  per quei pochi giorni che sono stati all’origine della mia vita. L’ho perso prima di nascere, ora egli è fuori, nel vento, non sa della mia esistenza. L’ho aspettato tanto tempo, non si è mai spento il desiderio di trovarlo; un padre che ti accompagni in una vita che a volte ti sommerge, per darti consigli e speranze nelle difficoltà, e condivida con te il viaggio alla scoperta della vita.

Quand’ero ragazzino, aspettavo come i miei compagni la ricorrenza della festa del papà, preparavo il mio regalo, coltivavo la speranza di incontrarlo sulla porta di casa o all’uscita di scuola, sognavo di corrergli incontro e buttargli le braccia al collo.Sulla mia guancia bruciava la mancanza di una carezza cercata come il pane, a lungo elemosinata, sentivo il peso di quella solitudine come una tenaglia che ti stringe il cuore e lo spreme come il succo di un‘arancia.”

  “ Coltiva la speranza e l’amore per lui, lo troverai,  le sue fattezze sul tuo volto rischiareranno i momenti bui della sua vita, le paure e le incertezze che anche gli adulti provano dentro.Ti seguirà nel tempo che gli rimane da vivere, perché non basta dare la vita per far vivere un figlio. Ti ascolterà, ti rispetterà , ti difenderà, ti dedicherà il suo tempo cercherà di essere migliore affinchè il dono della tua vita renda migliore e più degna anche la sua.”

Anche il dottore è molto commosso, non è facile alle lacrime, lo conoscono come “l’uomo di pietra” si alza, va in fondo alla stanza, c’è un pacchetto , lo porta sul tavolo e lo scarta. Arance, bellissime  :

 “  Pasternak scrive nel Dottor Zivago –Piangerò le mie lacrime per te in qualcosa di degno che rimanga-“ Sbuccia un’arancia e  mene porge una metà :

 “A volte si cerca negli altri il senso della nostra vita e non sempre si riesce, a volte manca l’amore , non perché non ci sia, ma non si riesce a dirlo, ho conservato nel cuore questi silenzi e aprendomi a lei è come se lo aprissi con un pugnale affilato, i tagli nell’anima sanguinano , rimarginiamoli con il succo della dolcezza, tra qualche giorno è la festa del papà, non mi sarà possibile incontrarlo neanche stavolta, quindi il mio regalo lo offro a lei,  prenda queste arance e le mangi con i suoi figli.”

 Accolgo il dono come un bene prezioso, non riesco a proferire parola, il sapore dell’arancia disseta l’arsura come la pioggia  sul deserto dopo un lungo periodo di siccità; ogni seme sparso sulla sabbia arida trova il suo momento per fiorire, le distanze sembrano sparire,  la mano del fornaio si leva verso la guancia del giovane e lascia  con la carezza una scia di profumo di pane .

La Polo blu  percorre l’autostrada verso la notte dell’est :

 “Scende la notte, sale la luna, dove andranno tutte queste auto, e questi camion! Stanno tornando a casa anche loro come me!”

Per un momento dimenticare tutto, abbandonare tutto, preoccupazioni, difficoltà, disagi, incomprensioni, voglia di scappare andare lontano,  le parole di una vecchia canzone inumidiscono le mie  labbra :

 “Improvvisamente sento che, nei miei pensieri per te, c’è una grande nostalgia, una gran voglia di andare via, vorrei trovarmi dove vivi tu” 

Annunci