VOLO

I miei sedici anni si sono arrampicati fin qua,

sulla radura alla sommità di questo colle.

Dorme con tutte le sue creste alberate

l’ultimo dinosauro nella pianura Padana.

Ho camminato velocemente con passo d’ alpino,

il cuore batte come un tamburo.

Prendo fiato.

Con l’asse dei piedi come centro e l’infinito come raggio

traccio il mio cerchio.

La circonferenza è il luogo dei punti del mio orizzonte.

Brescia a est, con la Maddalena alle spalle

sud in fondo alla pianura gli Appennini di Parma

l’ovest è più lontano,

le Alpi Piemontesi fanno da cornice all’interland milanese,

a nord le Prealpi Lombarde incastonano il gioiello del lago d’Iseo.

Alzo lo sguardo verso il cielo d’estate,

un uccello scuro dalle grandi ali plana lentamente,

la sua spirale

come un imbuto si stringe man mano si abbassa verso i campi

convergendo verso il centro.

E’ una poiana la riconosco e l’ha riconosciuta la contadina,

la formica sta correndo dalla cascina con un bastone in mano verso la vigna, per proteggere la chioccia e la sua covata pigolante.

L’aria che arriva dal lago con l’odore del fieno falciato

nello splendore di questa giornata mi porta il suo canto-urlo:

Puiana-dai-dai-dau-che-i-tà-cià-pà-i-tò-pul-zì.”

“Poiana, dai, dai, dai, che prendono i tuoi pulcini.”

Le campane suonano nei campanili lontani.

L’uccello nero spaventato si allontana per altre cacce,

la seguo con lo sguardo finche il punto scompare.

Mi torna la voglia di sempre.

Vorrei liberarmi dal doloroso collare

aprire la mia prigione verso il sole.

Un usignolo in gabbia non riesce a cantare.

Non riesco a spiegare cosa provo dentro,

i movimenti indipendenti che faccio,

la sicurezza che fingo di avere,

sento il battito del mio cuore,

non una piuma cade dalle mie braccia.

Ogni giorno le rondini giocano nelle nuvole

mi fanno desiderare di avere le ali che mi portino lassù in alto.

Se potessi, se solo potessi volare

mi farei trasportare da esse nello spazio infinito,

oltre i campi verdi, gli alberi, le montagne

oltre i fiori e le cascate della foresta

guarderei giù dai cieli coloro che amo.

La mia casa si trova lungo i sentieri del cielo,

ma nessun uomo vola via da questo posto.

Il vento può cambiare la direzione alla corrente

sento la sua voce:

” Non avere paura, forza apri le ali e vola,

semplicemente vola,

non lasciare che il tuo spirito muoia,

perché appartieni al cielo”.

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5 thoughts on “VOLO

  1. Ciao Falco, molto poetico questo squardo e profonde le riflessioni
    sia implicite che esplicite…fa pensare…e in me acuisce il desiderio del volo
    che mi affligge da quando ero bambina, forse riminiscenza d’altro.
    Un sorriso.

    frantzisca

  2. Sì, voliamo con lo spirito poiché non abbiamo il corpo leggero e le ali degli uccelli. Anch’io sento il desiderio del volo. Certe volte sogno di viaggiare a volo di notte in compagnia di una specie di guida, del cui aspetto non ricordo nulla, con la quale c’è una perfetta armonia scambievole. Vedo i paesi dall’alto e comunichiamo, ma non ricordo le cose che ci diciamo in sogno. Ho un’impressione di profondo benessere. Mi ricordo che una volta non volevo rientrare nel corpo, allora la mia anima è stata come gettata nel petto. Sogno anche di ballare, sul tetto di una casa, sempre di notte, danza classica. C’è la luna.
    Per l’essere umano volare vuol dire molto più che aprire le ali, è libertà.
    Hai scritto delle belle considerazioni, che suscitano altri pensieri anche belli.

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