Something

Neli con la testa appoggiata sulla spalla del marito, 

si abbandona agli ultimi raggi caldi del sole di ottobre,

un leggero torpore le chiude gli occhi

e la riporta all’alba della loro storia d’amore.

Si abbandona ai momenti del loro incontro,

allungata sulla panchina,

la testa appoggiata sulle gambe di velluto nero.

Lui le accarezza i pensieri infilando le dita aperte

come i denti di un rastrello nei capelli castani,

le orecchie tese all’indietro, ama i suoni,

specialmente il rumore del silenzio.

Una finestra aperta sugli alberi del giardinetto,

l’autunno è all’opera, ha chiuso le vene della linfa,

le foglie lentamente tracciando nell’aria spirali

gialle, rosse e marroni,

piroettano e si abbandonano sul prato stanco di colore.

La finestra parla, suona, canta una melodia del passato,

il volume molto basso, non soffoca la canzone,

appena percepita e riconosciuta riecheggia nella mente,

non più uno strumento ma l’intera orchestra :

“Something in the way she moves…”

“Come è bella questa canzone,

Stefano, conosci le parole ? Cosa dice? “

“C’è qualcosa nel modo in cui si muove

che mi attira come non è mai accaduto prima

con le altre ragazze…

non voglio lasciarla ora

tu sai che io credo in lei ora…

da qualche parte, nel suo sorriso,

lei sa

che io non ho bisogno di nessun altra amante…

Mi stai chiedendo se il mio amore crescerà

Non lo so, non lo so…

C’è qualcosa in lei e tutto ciò che devo fare

è pensare a lei…

non voglio lasciarla ora….”

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Poichè sono solo un uomo

Se il mio ventre

non è cresciuto per tre stagioni

e poi ancora tre

non dirmi che

non ho portato il peso dei nostri figli

e se le punte del mio seno

non han saputo dare latte

non dirmi che

non mi sono preoccupato di sfamarli.

Se la notte

ho fatto finta di dormire

mentre loro non erano ancora rincasati

è solo perchè

non volevo aumentare paura alla tua paura.

Se mentre

tu lavavi, stiravi,cucinavi e giocavi con loro

io me ne stavo al lavoro,

non credere che

non volessi essere lì con te

per condividere quei momenti. 

Perchè ora

sono passati quei giorni

a te

rimangono i ricordi

e poichè sono solo un uomo

a me

resta il vuoto.

Blog foto: images

      Cosa resterà
      di quest’acqua che scorre tra le mie dita

dell’incontro  nel bosco con  penna bianca, 

degli amici della squadra telefonisti
del grido d’aquila che ha spaccato il silenzio
Cosa resterà
nella memoria di quel 28 maggio ‘74

del sangue dei  corpi straziati sulle pietre 

delle urla dei presenti

del volo dei piccioni spaventati 

Cosa resterà
del bicchiere dei pennelli infilati 

del rosso magenta,
del giallo cromo, del blu cobalto

degli schizzi  tracciati sui fogli accatastati

delle matite  sparse sul tavolo

Cosa resterà
nella memoria dei seicentomila in corteo

delle bandiere rosse  sulla piazza  

dei fiumi  di parole  in tribunale sprecate

delle lacrime versate

Cosa resterà
della finestra che guarda sui tetti di Brescia

della stufa  in terracotta 

della tela sul cavalletto 

cosa resterà di Renata.