COME DOWN IN TIME

Blog foto: mais1

Sono le quattro del mattino.


E’ buio,
in pochi silenziosi secondi sono sceso
 ad incontrarlo.
 
Il bagliore della luna attraverso i vetri dell’ingresso

guidano i miei passi fino in fondo alla scala.


 
Apro la finestra dello studio,
la brezza che anticipa
 l’alba mi rinfresca,
un manto di luce soffusa risplende nella stanza.
 
Suoni notturni discordanti
 cantano.
Sono le canzoni stonate delle automobili

lanciate in corsa sull’autostrada.
 
Il canto modulato del merlo chiama la sua compagna
sul ramo 

più alto del pino marittimo.


 
Sento chiara la sua voce nelle mie orecchie:


“Scendi che è l’ora”


è il messaggio che mi ha dato nel sonno.


“Scendi che è l’ora ed io ti incontrerò a metà strada”.



 
Non so se avrei dovuto ascoltarlo,
ma un’amicizia
 come la sua è difficile da trovare
ed io ho camminato
 per la maggior parte del sentiero da solo
fino a che
 ho cominciato a stargli vicino,
ad occuparmi di lui.


Allora, solo allora ho conosciuto il valore della parola amico. 


 
Ho ascoltato la voce nel sonno,
sto cominciando
 a pensare che lui non verrà,
provo a pensare che
 le sue magre e lunghe braccia mi stringano
mentre

 mi lascia da solo a contare le stelle nella notte.

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10 thoughts on “COME DOWN IN TIME

  1. la vita ci priva dei nostri affetti più cari e noi ci ritroviamo smarriti, in balia di ricordi che ci rendono ancora più tristi.
    Bisogna pensare a tutte le altre cose bone che ancora abbiamo e ancora la vita ci elargisce,
    e poi affidarci al pensiero superiore, quello che move il sole e l’altre stelle
    ‘notte, falco
    un abbraccio

  2.  Sempre vicina.
    Postare questi momenti di tristezza mi aiuta ad essere sereno.
    Sono come le foglie del castagno, ondeggiano nell’aria e si posano sul terreno fanno da copertina ai bulbi dei fiori- dente di cane- che a febbraio annunceranno che il freddo inverno sta scivolando via. 

  3. Anche lei non verrà… Ma so che la incontrerò ancora in ogni sorriso gioioso che mi si mostrerà dinnanzi agli occhi. E basteà per farmi riflettere, ancora una volta, su quanto sono stata fortunata ad incontrarla…
    Grazie. Ti giunga il mio abbraccio.

  4. Quanta rara sensibilità nelle tue parole e tra i bulbi dei fiori che annunceranno che il freddo inverno sta scivolando via..
    Buon Anno,che sia gentile col tuo cuore

  5. Io penso che i nostri cari, una volta oltrepassata la vita terrena, ci siano molto più vicini di quanto noi sappiamo e supponiamo. Soltanto ce ne manca la percezione e noi non li sentiamo perché lo spirituale è sottile per la nostra carne. Coraggio, dunque: ci crediamo lo stesso, ma non per trovare un appiglio e un rifugio, noi ci crediamo perché l’amore è eterno di sua natura. Questo non ci esonera dalla sofferenza, ma la rende piena di speranza e dà significato all’attesa dell’incontro in una gioia nuova né immaginabile adesso.

  6. Non ti conoscevo neanch’io, ma vedo che abbiamo molti amici in comune.
    Ti ringrazio del passaggio da me.  In questo momento mi manca la sua fisicità, forse un domani riuscrirò a convincermi di quanto riesce a consolare chiunque perda qualcuno. Ora penso solo che non c’è più. Un caro saluto

    Rossella

  7. son passati quattro anni, non devo più scendere, ora in quella camera dorme mio figlio e la Dora. le luci nell’ingresso non ci sono più perché una parete lo divide in due, è più intima la mia casa ora. nello studio di allora c’è la nostra camera da letto ed io scrivo sul comodo tavolo quadrato del soggiorno. in agosto anche i merli non hanno voglia di cantare , le automobili invece continuano la loro corsa stonata. la voce nel sonno la sento sempre…

    • Quella voce è’ come tenerlo ancora per mano come fosse piccolo o, come nel mio caso, tenere la mano di una madre – andata via a Ferragosto di 8 anni fa – che per la malattia sia divenuta tua figlia, bisognosa di ogni attenzione. Quelle voci, si’, sono quelle mani che tuttora stringiamo.

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